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A Santa Vittoria a rischio la festa del Primo maggio.Mai accaduto dal 1945

Andrea Vaccari
Edizione 2019 dela Primo maggio di Santa Vittoria con la banda in azione
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Edizione 2019 dela Primo maggio di Santa Vittoria con la banda in azione

Gualtieri, il Comune sta riflettendo su un'edizione ridotta: musica in auto con l'altoparlante

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GUALTIERI. Ci sono manifestazioni che sono legate a doppio filo alla storia e alla tradizione di un luogo, e il Primo maggio rappresenta per Santa Vittoria di Gualtieri un retaggio che si tramanda addirittura da fine Ottocento.  A causa dell’attuale emergenza sanitaria legata al Covid-19, però, per la prima volta nella sua storia (esclusi gli anni del fascismo) l’evento vittoriese rischia di non essere svolto, facendo così venire a mancare un’importante occasione di aggregazione per tutta la comunità. Una decisione definitiva non è stata ancora presa, ma le parti in causa stanno lavorando affinché la festa dei lavoratori possa essere celebrata, seppur in misura ridotta.

La ricorrenza, in terra vittoriese, viene celebrata a suon di musica e di buon cibo. La tradizione vuole, infatti, che la banda di Santa Vittoria parta alla mattina da Palazzo Greppi e si fermi in ogni quartiere della frazione, per un totale di circa venti soste. Qui, i suonatori intonano canzoni tipiche e, soprattutto, molte famiglie mettono a disposizione un abbondante rinfresco al termine del quale la banda riparte e ripete il rituale fino al pomeriggio, quando poi fa ritorno al Palazzo.Si tratta di una tradizione che ha radici lontane: già a fine Ottocento, infatti, la ricorrenza veniva celebrata e ha iniziato a svolgersi con l'attuale forma "itinerante" negli anni in cui a Santa Vittoria nacque la storica cooperativa.

Vennero poi gli anni del Fascismo, e in quel periodo la festa venne soppressa. La "rinascita" del Primo maggio vittoriese è datata 1945, pochi giorni dopo la Liberazione. Si narra che a riprendere la tradizione sia stato Enea Bagnoli (cooperatore e componente di una storica famiglia di orchestrali), che con il suo violino iniziò a girare per la frazione suonando "L'internazionale".E da lì la manifestazione – in occasione della quale si esibivano un tempo anche le donne, con i canti da lavoro, e ancora oggi si vendono i garofani rossi, così come si raccolgono offerte per la banda stessa – ha ripreso piede, sino ai giorni nostri.

Le regole di questa insolita processione sono precise: a ogni banchetto devono mangiare prima i suonatori, e quello che resta è a disposizione del pubblico. Oggi che il "viaggio" della banda si è allargato anche ai quartieri nuovi c'è un po' meno rigore su questo aspetto, ma ciò non toglie che l'occasione sia buona per gustare prelibatezze di ogni tipo. Molte delle quali sono legate indissolubilmente a certe zone: ad esempio in via Fangaglia (dove aveva sede il caseificio) viene sempre offerto il formaggio, al Bettolino si trovano salumi e gnocco fritto, in virtù della presenza del market, alla Sambottina panini e ciccioli in quanto c'era un macellaio, e così via.

A causa delle norme contenute nei decreti ministeriali che vietano assembramenti, per ovvie ragioni la manifestazione – se si farà – non potrà essere svolta come da tradizione. Dunque niente tavole imbandite e “processione” della banda a piedi.Per non interrompere la tradizione, la banda e il Comune stanno studiando delle forme alternative: una di queste potrebbe prevedere un’auto che, in giro per la frazione, diffonda con gli altoparlanti le musiche tipiche del Primo maggio. Ma occorrerà garantire il rispetto assoluto delle misure di sicurezza, altrimenti per la prima volta Santa Vittoria non avrà il suo Primo maggio.

 

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