Comer chiude il bilancio 2019 con 16,3 milioni di utile netto
Passa la proposta del cda di distribuire 0,35 euro di dividendo per azione Via libera ad acquisti e disposizioni proprie. Ricavi consolidati a + 6,7%
REGGIOLO
L’assemblea degli azionisti di Comer Industries spa, riunitasi ieri in sede ordinaria sotto la presidenza di Matteo Storchi, ha approvato il bilancio della capogruppo chiusosi al 31 dicembre 2019 con un utile netto di 16,3 milioni di euro.
Passa anche la proposta formulata dal cda di distribuire un dividendo di 0,35 euro per azione. Nella stessa sede l’assemblea ha nominato il collegio sindacale che resterà in carica per il triennio 2020-2022 e ha autorizzato il cda a effettuare acquisti e disposizioni di azioni proprie.
I numeri
I ricavi consolidati 2019 ammontano a 404,6 milioni di euro in crescita del +6,7% rispetto al 2018, guidati dalla performance dell’area industriale (+27%) in cui il lancio di nuovi prodotti ha contribuito per circa 50 milioni euro.
Il settore agricolo ha registrato una contrazione del 6% legata all’andamento ciclico del mercato. A livello geografico il maggior sviluppo in termini percentuali si riscontra sui mercati emergenti ( Asia e America latina).
L’Ebitda si attesta a 45 milioni euro, pari al 11,1% dei ricavi (10,2% nell’esercizio precedente), in miglioramento del 16,7% rispetto al valore del 2018 e in crescita per il terzo anno consecutivo.
L’Ebitda esclude gli impatti relativi all’applicazione del principio Ifrs 2 in relazione ai piani di stock grant e costi di quotazione e dal principio Ifrs 16 in relazione al trattamento dei contratti di lease.
gli investimenti
Nel 2019 il Gruppo ha realizzato investimenti per circa 15,9 milioni di eruo, al netto di capitalizzazioni interne, principalmente in Italia (circa 10 milioni euro) e Cina (circa 5 milioni euro).
L’indebitamento finanziario netto si attesta a 2,9 milioni euro, in diminuzione di 33,9 milioni di euro rispetto all’anno precedente.
Questo miglioramento riflette la continua generazione di cassa della gestione operativa (16,6 milioni di euro nel 2019), l’apporto patrimoniale netto derivante dal processo di quotazione, al netto dei relativi costi, e dall’esercizio della prima tranche di warrant (29,5 milioni euro), nonché il pagamento dei dividendi del bilancio 2018 (12,2 milioni di euro).
L’indebitamento finanziario netto esclude l’impatto relativo all’applicazione del principio Ifrs 16 in relazione al trattamento dei contratti di lease. Il rapporto Indebitamento finanziario netto su Ebitda sfiora lo zero al 31 dicembre 2019 (0,96 alla fine del 2018). L’utile netto ammonta a 18,5 milioni di euro, in crescita del 18% circa rispetto al 2018 (15,7 milioni di euro). Il Roe, calcolato sull’utile netto depurato dei costi legati all’applicazione dell’Ifrs 2 su processo di quotazione e stock grant, si attesta a 16,7% rispetto al 17,7% del 2018. —
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