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Da luoghi di tradizione a strutture innovative

andrea Iori
Da luoghi di tradizione a strutture innovative

«I montanari reggiani oltre che avanzare critiche moderate provino a costituire un laboratorio di idee, da adesso»

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andrea Iori

La montagna è una comunità complessa, poco avvezza alle contaminazioni ed i suoi abitanti sono generalmente capaci di arrangiarsi da soli, orgogliosi del proprio sapere appreso nella scuola della natura, fieri ma diffidenti; un contesto avverso all’intraprendenza. Anche loro quindi, oltre a politiche discutibili e distratte, sono gli artefici del mancato sviluppo socio economico del territorio.

I montanari reggiani oltre alle critiche, moderate sia nei contenuti che nei modi, provino ad avanzare delle proposte, costituiscano un laboratorio di idee per partorire soluzioni che trasformino un territorio attaccato alle tradizioni in centri di riferimento per strutture innovative. In montagna ad altitudini intermedie, come i nostri appennini, la capacità di utilizzare l’ossigeno è solo lievemente diminuita, ma inquinanti e allergeni sono ridotti o assenti. I boschi, gli alberi ed in particolar modo le conifere, rilasciano nell’aria sostanze eteriche ad effetto rinfrescante e, nella maggior parte, curative per l’apparato respiratorio. Vaste aree con aria pura, microclima gradevole, atmosfera rilassante, odori e profumi e giochi di luce che possono avere effetti sia preventivi che terapeutici per anima e corpo.

C’è un’emergenza che ha ricordato all’uomo la propria vulnerabilità. In un mondo sempre più soggetto a grandi fenomeni migratori legati non solo a questioni socio-economiche ma ad importanti ed incontrovertibili cambiamenti climatici, scopriamo una carenza di strutture sanitarie all’interno delle quali isolarsi per isolare soggetti debilitati, individuare cure e guarire i degenti. Servono quindi centri in grado di far fronte a picchi epidemiologici, ma che in assenza di fenomeni straordinari possano produrre ricavi rimanendo luoghi di eccellenza per la ricerca e lo sviluppo, ambienti attrezzati per prendersi cura del proprio corpo, da una corretta alimentazione a cure fisioterapiche e riabilitative respiratorie per favorire anche un turismo cosiddetto della salute; riprendendo così la logica, in chiave moderna, dei vecchi sanatori.

Attraverso attività economiche utili, efficaci e redditizie la cui stessa mission deve essere interconnessa alla filosofia del vivere sano raffigurato dalle montagne e dal clima ivi presente, si può produrre ricchezza, mezzo per accumulare risorse essenziali a gestire i boschi, migliorare la viabilità, creare specializzazioni a favore di università, occupazione e l’indotto che ne consegue e con ciò facendo, ripopolare i paesi. Devono essere pensate e progettate per diventare un punto di riferimento e luoghi di eccellenza della salute e della cura; e un domani una Istituzione, così come Reggio Children lo è nel mondo dell’educazione infantile.

Comunità Europea, Stato e Pubblica Amministrazione insieme a impavidi imprenditori e professionisti creativi non possono che essere interessati. —





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