Gazzetta di Reggio

Reggio

In difesa dell’economia legale 

«Fare di tutto perché la mafia non si insinui nella crisi»

Ambra Prati
«Fare di tutto perché la mafia non si insinui nella crisi»

Ieri il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto con la partecipazione della Dda di Bologna e della Procura di Reggio  

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REGGIO EMILIA

«Un’accurata valutazione degli indicatori di rischio, anche sulla scorta delle pregresse risultanze giudiziarie che hanno coinvolto il territorio reggiano, devono formare un patrimonio comune sulla prevenzione all’infiltrazione mafiosa ed un rafforzamento dell’economia legale». È stato un Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica inedito, quello svoltosi ieri in Prefettura, con la partecipazione – per la prima volta – della Dda di Bologna, della Procura di Reggio Emilia, mondo imprenditoriale e organizzazioni sindacali. In vista della fase due dell’emergenza Covid-19, il prefetto Maria Grazia Forte ha mostrato di prendere molto sul serio le linee guida del Ministero dell’interno, che già aveva messo in guardia dai tentacoli della piovra e dal fatto che la mafia potrebbe insinuarsi in quella che si preannuncia come una crisi economica senza precedenti. Un rischio quanto mai concreto, nella città che ha visto svolgersi il maxi processo contro la ‘ndrangheta “Aemilia”, ora in stand-by nel secondo grado a Bologna. Il summit ha sancito la conferma da parte delle istituzioni che Reggio Emilia, alla luce del recente passato sociale e giudiziario, è un sorvegliato speciale. A partecipare alla riunione, ovviamente in videoconferenza, c’erano il procuratore distrettuale Antimafia di Bologna Giuseppe Amato, il procuratore capo di Reggio Emilia Marco Mescolini, il segretario della commissione regionale Abi (associazione bancaria italiana) Gian Paolo Berardi e il referente dell’Ossif, il centro di ricerca sulla sicurezza anticrimine che supporta le banche con i suoi data base e le sue strategie, oltre alle consuete personalità istituzionali (il sindaco Luca Vecchi, il presidente della Provincia Giorgio Zanni, i vertici di tutte le forze di polizia). L’obiettivo della riunione è stato il «fare rete», vale a dire ampliare le sponde e coinvolgere le categorie produttive e le parti sociali in una funzione preventiva, per individuare le azioni da intraprendere «in questo difficile contesto emergenziale che ha ricadute sul sistema economico e finanziario». Nel corso dell’incontro il procuratore Amato ha assicurato l’attenzione della Dda sul tema, sottolineando che il territorio reggiano è monitorato e controllato anche giudiziariamente; valorizzando i “reati spia” che abitualmente indicano la presenza della criminalità organizzata (quali rapine, estorsioni, usura), ha proseguito Amato, si potrà gestire la crisi in chiave preventiva. Il procuratore capo Mescolini ha sottolineato l’importanza della “rete” a tutti i livelli. Da parte sua l’Abi ha assicurato capillari controlli nell’erogazione di prestiti creditizi, al fine di scongiurare eventuali infiltrazioni. Il prefetto Forte ha sottolineato la necessità di un lavoro di intelligence non solo da parte delle forze dell’ordine ma anche avviando tavoli tecnici tematici, nei quali affrontare in modo più specifico singoli aspetti. La dottoressa Forte ha annunciato l’intenzione di avviare, in sede di Conferenza permanente, un focus particolare sul mondo della pubblica amministrazione, per rendere più agevole il rapporto tra gli enti e le imprese. I rappresentanti di categoria e i sindacati presenti al tavolo hanno accolto con favore le iniziative esposte e hanno assicurato la massima collaborazione. —



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