La nostra Montagna deve stare unita E la collaborazione sia permanente
Il sindaco di Castelnovo Monti - in convalescenza dopo aver superato il coronavirus - risponde all’appello del vescovo
Il sindaco di Castelnovo Monti risponde all’appello del vescovo che la Gazzetta ha pubblicato domenica 5 aprile.
Esprimo il mio pensiero in risposta all’appello inviato ai sindaci reggiani da monsignor Camisasca. Lo faccio solo ora perché quando mi è stato recapitato ero in ospedale. Anch’io ho sperimentato il coronavirus. Ora finalmente va meglio, sono convalescente in una struttura del mio paese, e quindi intervengo. Colgo con piacere l’invito a lavorare assieme sviluppando progetti che mettono a disposizioni risorse importanti da destinare agli ultimi, a chi soffre cambiando completamente il modo di lavorare nella comunità. La sollecitazione mi è venuta ascoltando Papa Francesco nella messa di domenica. Il Papa ci chiede di abbandonare “l’egoismo indifferente di riscoprire la Misericordia, di non pensare a noi ma agli altri, no a chiusure sociali, pensare agli ultimi”.
Racconto i progetti messi in campo a Castelnovo Monti fin dai primi giorni dall’arrivo del virus. Primo problema era quello di arrivare a cogliere i bisogni dei più deboli per non lasciare indietro nessuno. Abbiamo tenuti aperti i centri diurni per anziani e disabili, questo per due settimane. Poi con la proclamazione della zona rossa abbiamo chiuso anche quelli, però è continuato il lavoro da casa fra operatori famiglie e servizi sociali. Per gli anziani: i consiglieri di maggioranza assieme ai nostri servizi sociali hanno aderito ad un progetto con i sindacati e le associazioni di volontariato. Quel progetto aveva l’obiettivo di mettere insieme tutti gli anziani del nostro territorio che vivono soli o hanno i parenti che non vivono con loro. Costituita la rete sono iniziate le telefonate di contatto, la fascia sopra i 70 anni è nella rete dei sindacati: gli anziani vengono chiamati direttamente dai servizi sociali. Gestione dei buoni spesa: una volta pubblicati i requisiti è iniziata la raccolta delle domande, poi, controllati i requisiti (da parte dei servizi sociali) le domande più urgenti sono state liquidate. Altre verranno liquidate nei prossimi giorni. Sono state raccolte circa 130 domande e finita l’erogazione avremo raggiunto circa 250 persone. Ricordo che le domande possono essere presentare fino ad esaurimento delle risorse. Gli esercizi alimentari che vogliono aggiungersi possono farlo contattando i servizi sociali.
Altro progetto messo in campo fin dalle prime ore è quello della spesa. Il progetto è stato proposto all'amministrazione comunale dalla Croce Verde di Castelnovo Monti e Vetto, in collaborazione con la protezione civile degli alpini e Cieli Sereni, (associazione di ragazzi, nata per ricordare il loro amico Erni morto in un incidente). Come funziona? La Croce Verde raccoglie le prenotazioni, gli alpini fanno la spesa e Cieli Sereni consegna le spese due volte la settimana. In questo servizio sono compresi anche i medicinali. In contemporanea è partita una campagna di raccolta fondi, sempre organizzata da Croce Verde, Fondazione Don Zanni, Vogliamo la Luna, Cieli Sereni e progetto Nautilus.
In quei giorni mancavano respiratori, mascherine, ausili sanitari. In due settimane sono stati raccolti i fondi per comprare il respiratore da donare alla Croce Verde che a sua volta lo ha passato all’Ospedale Sant’Anna. Ad aderire sono stati cittadini, imprese, volontariato, associazioni sportive. Oltre al respiratore sono state acquistati mascherine, camici, calzari, distribuiti a tutti coloro che ne avevano bisogno per lavorare in sicurezza (aziende, forze dell'ordine, operatori, professionisti).
L’ultimo progetto in ordine di tempo è la consegna di I Pad alle case di riposo per mettere in contatto ospiti e parenti. Lavoro importante quello fatto dalla Caritas locale sempre in raccordo con i nostri servizi sociali: gestisce tutta la parte degli aiuti alle persone in difficoltà. È un lavoro importante e indispensabile. Penso che dentro le cose fatte in questi due mesi di Covid 19 per cercare di non lasciare indietro nessuno, ci sia una buona base di lavoro comune come il vescovo chiedeva nel suo appello ai sindaci, azioni che ora fanno parte dell'emergenza, ma molte di queste possono diventare strutturali, continuative. Servono risorse importanti che per i piccoli Comuni sarà più difficile reperire, ma se ci mettiamo tutti assieme non sarà un problema. Da parte mia rispondo positivamente alla chiamata del vescovo. —
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