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L’aggiornamento 

Primo decesso a Vetto ma calano le chiamate alle “ambulanze Covid”

Leonardo Grilli
Primo decesso a Vetto ma calano le chiamate alle “ambulanze Covid”

Altri 45 contagiati e nove morti in più rispetto a mercoledì Secondo il commissario Venturi a Reggio Emilia l’epidemia sarà più lunga ma meno grave

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L’aggiornamento sull’epidemia da Coronavirus di ieri pomeriggio ha presentato diverse novità, prima fra tutte un parziale resoconto sul numero delle chiamate effettuate quotidianamente al 118 per sospetti casi di Covid. Per la prima volta, inoltre, l’Ausl ha fornito il dato reale dei pazienti ricoverati in terapia intensiva in provincia: non più il numero complessivo dei pazienti sottoposti a questo regime di degenza dall’inizio dell’epidemia (75 in totale) ma la fotografia attuale dei ricoverati, in tutto 28.

Partendo dai contagiati, sono 45 i reggiani che sono risultati positivi al Covid fra le 12 di mercoledì e le 12 di ieri, su un totale di 4.498 malati. Di questi solamente due sono stati ricoverati in ospedale mentre gli altri 43 sono stati ristretti all’isolamento domiciliare. E proprio il numero dei positivi confinati in casa, 3.439 in totale, è cresciuto considerevolmente rispetto al giorno precedente a causa delle persone che sono state dimesse dall’ospedale perché senza più sintomi.

Nove invece i decessi in più fra i quali, purtroppo, anche il primo morto residente nel comune di Vetto. Complessivamente si tratta di tre uomini e sei donne fra gli 80 e i 90 anni originari di Casalgrande, Castelnovo Monti, Reggio Emilia (4), Scandiano, Ventasso e, appunto, Vetto. Rimangono quindi solamente due i comuni che non contano vittime fra i propri abitanti, Canossa e Viano, mentre salgono a 482 i deceduti totali a fronte di 497 guariti clinicamente dall’inizio dell’epidemia.

Di Reggio Emilia ha parlato anche il commissario regionale ad acta per l’emergenza, Sergio Venturi, nel corso del suo video aggiornamento quotidiano online. Parlando delle chiamate che vengono effettuate dai cittadini al 118 per segnalare casi o sospetti casi di Covid, Venturi ha spiegato come Reggio non abbia mai avuto un vero e proprio «picco come Piacenza o Parma ma un andamento che tutti sognano, ovvero una crescita il più lenta possibile». Il numero più alto di interventi delle “ambulanze Covid” in provincia è stato il 23 marzo, «con 119 chiamate». Numero decisamente più basso se si considerano i picchi di Piacenza o Parma, superiori ai 150 interventi.

Tuttavia, ha sottolineato il commissario, «probabilmente Reggio sarà la provincia che andrà più avanti con l’epidemia ma che è riuscita ad avere una situazione in cui è andata molto meno in difficoltà rispetto ad altri territori. Poco importa avere un’onda più lunga quando l’onda è più bassa e l’andamento di Reggio rispecchia questo fenomeno».

Per quanto riguarda invece l’Emilia-Romagna nel suo complesso, dall’inizio della crisi sanitaria si sono registrati 23.723 casi di positività al Coronavirus, 289 in più su 5.272 tamponi effettuati in 24 ore. Le nuove guarigioni sono 463 (7.609 in totale) mentre si registrano 65 nuovi decessi: 26 uomini e 39 donne su un totale di 3.269 vittime. —

Leonardo Grilli

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