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Tamponi a tappeto e zone rosse nelle residenze per gli anziani

E.spa.
Tamponi a tappeto e zone rosse nelle residenze per gli anziani

Stretta della Regione sulle misure di contrasto al contagio Donini: «Bisogna intervenire sull’anello fragile della catena»

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REGGIO EMILIA

Istituire all’interno delle strutture zone rosse nelle quali trasferire gli anziani positivi al Covid-19, in ambienti completamente separati da altri ospiti asintomatici e con l’assistenza di personale dedicato. E poi: di fronte all’emergere dei primi sintomi sospetti, programmare l’esecuzione di un tampone il prima possibile in modo da attivare in 72 ore il protocollo terapeutico. E ancora: nelle strutture che hanno casi positivi al loro interno, in presenza di focolai o di situazioni a forte rischio, effettuare tamponi a tappeto, superando anche le indicazioni nazionali di tamponare solo i sintomatici. La Regione corre ai ripari. E di fronte al dilagare dei contagi nelle case di riposo e nelle residenze per anziani e persone con disabilità, decide di rafforzare le disposizioni operative per i gestori, condivise con le aziende sanitarie e con le parti sociali.

INDICAZIONI

«Diamo nuove indicazioni operative stringenti ai gestori delle strutture che ospitano persone anziane e con disabilità, che rappresentano l’anello fragile delle nostre comunità e purtroppo sono tra i soggetti più colpiti dal virus, laddove vivono in luoghi di forte aggregazione – spiega l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini – È indispensabile agire con ulteriore incisività per interrompere la catena dei contagi, e seguire tutte le misure di sorveglianza, prevenzione e isolamento sicuro, per tutelare il più possibile sia gli ospiti, sia il personale. I gestori hanno esclusiva responsabilità giuridica rispetto agli aspetti organizzativi delle attività, ma abbiamo voluto dare loro uno strumento operativo per poter agire, anche con l’importante supporto delle aziende sanitarie».

STIME E MISURE

Secondo le uniche stime diffuse finora, a inizio aprile a Reggio su un totale di 2.770 posti autorizzati erano 607 gli anziani ospiti in strutture risultati positivi al Covid-19, con 153 decessi. Numeri parziali e in attesa di un aggiornamento, com’è dimostrato dal bollettino emesso ieri dalla Regione: su 9 decessi in provincia, sei riguardano anziani delle Rsa. Secondo l’ultimo report del 14 aprile, invece, in Emilia-Romagna erano in totale 1.394 gli ospiti delle case residenza per anziani risultati positivi, con 301 deceduti (22% sul totale dei casi). Ed è sulla base di questa situazione – finita anche all’attenzione del Nas che sta effettuando ispezioni in numerose strutture, fra le quali anche una decina reggiane – che dalla Regione ora hanno deciso una stretta sulle modalità operative, con lo scopo di prevenire e azzerare i contagi.

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Sono sei le linee di intervento individuate: tempestività della diagnosi, sorveglianza, isolamento, trasferimenti all’esterno, prevenzione per gli operatori, vigilanza e controlli. Sul versante della tempestività, viene ribadita l’assoluta necessità di identificare precocemente i casi positivi e garantirne l’isolamento sicuro, dando ai medici delle strutture il compito di programmare il prima possibile l’esecuzione del tampone su casi sospetti, in modo che in caso di positività il protocollo terapeutico regionale sia avviato entro 72 ore. Sempre il medico deve disporre tutte le precauzioni da adottare in attesa degli approfondimenti diagnostici, sempre che non sia necessaria l’ospedalizzazione immediata. In attesa del tampone, l’ospite deve stare in una stanza singola, così come dopo un’eventuale dimissione. In caso di positività sono previste le zone rosse. Nell’impossibilità di allestirle, l’indicazione è trasferire l’ospite in un’altra residenza (in accordo con i familiari).

Temperature

Sul fronte sorveglianza, in presenza di un caso positivo, a tutti gli ospiti dovrà essere misurata due volte al giorno la temperatura corporea e garantito il monitoraggio dei sintomi e dell’ossigenazione del sangue per valutare l’opportunità di sottoporli a nuovo tampone. Fra le indicazioni, la verifica dello stato di positività anche negli asintomatici. Sulle collocazioni alternative, da predisporre se l’isolamento sicuro non può essere garantito, le opzioni indicate sono strutture lungodegenziali o riabilitative di ospedalità privata accreditata; aree ospedaliere o ospedali di comunità per pazienti Covid e “Cra Covid” dedicate, con un’assistenza sanitaria assicurata 24 ore su 24.

SICUREZZA

Nel testo dell’assessorato regionale, infine, si ribadisce il tema della sicurezza degli operatori delle strutture, alle quali spetta la responsabilità di attuare tutte le misure, con il supporto delle Ausl. Queste ultime sono chiamate a vigilare con sopralluoghi l’effettiva attuazione delle indicazioni e a segnalare eventuali casi di inerzia alle Conferenze territoriali socio-sanitarie. —

E.spa.

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