A 86 anni è morto Zini, tra i fondatori della Cri
Svolse l’attività di volontario fino agli anni Duemila. Tanti i messaggi di cordoglio arrivati alla famiglia
NOVELLARA
Profondo cordoglio ha suscitato a Novellara la scomparsa di Vittorio Zini, detto Vito, spentosi nella propria abitazione all’età di 86 anni.
A dare l’annuncio su Facebook della sua morte del padre è stato il figlio Alberto che ha anche ringraziato a nome della famiglia tutti coloro che hanno inviato un pensiero per la scomparsa del padre.
Zini lascia anche la moglie Luciana, la figlia Angela, i nipoti Alessandro e Chiara Virginia, la sorella Valentina, il fratello Elio, il genero Arnaldo, la nuora Barbara, altri parenti e tanti amici. Le esequie si sono celebrate in forma privata, in ottemperanza alle disposizione anti coronavirus. La salma sarà poi cremata a Mantova e le ceneri saranno disperse nella Valli di Novellara.
La famiglia ha disposto eventuali donazioni in sua memoria a favore della Croce Rossa di Novellara, di cui Zini è stato uno tra i fondatori, nel 1985, e uno dei volontari storici. A Zini piaceva simpaticamente ricordare quando, agli inizi, i volontari salivano in ambulanza coi camici bianchi da infermieri, ingombranti e poco comodi durante le attività di soccorso in emergenza.
La sua attività di volontariato si è protratta fino agli inizi degli anni Duemila.
Tanti i commenti sui social dei volontari novellaresi della Croce Rossa che hanno conosciuto Zini e che ricordano i tanti turni fatti assieme, il suoi sorriso e il carattere allegro, sempre pronto a sdrammatizzare, e la sua bontà d’animo.
Tra i commenti, Andrea Lasagni scrive: «Vittorio è stato un indimenticabile compagno di turni in Croce Rossa e un’indimenticabile persona». Originario della frazione di Villa Reatino, da giovane ha lavorato come garzone, assieme al fratello Elio, nel caseificio all’Osteriola di Rio Saliceto.
Successivamente ha lavorato per una società di allevatori di Reggio Emilia, per cui prelevava campioni di latte dai caseifici della Bassa, e come bracciante presso un’azienda agricola di Novellara.
Dopo la pensione, Zini andava in giro per l’Italia per vendere merchandising nei concerti dei big della musica italiana. Amava raccontare di essere entrato in particolare sintonia con Renato Zero, con cui scambiava battute prima di ogni spettacolo. —
Alessandro Cagossi
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