«Esportazioni calate con i ristoranti chiusi Temiamo la crisi»
REGGIO EMILIA
La globalizzazione ha consentito un aumento delle esportazioni di Parmigiano Reggiano, che però alimenta una sempre più agguerrita concorrenza sleale. La lotta contro le contraffazioni impegna a fondo il Consorzio. Ne parliamo con il direttore Riccardo Deserti.
La pandemia sta ostacolando la vigilanza sul mercato globale?
«La nostra attività non si ferma. Presidiamo il mercato in sessanta paesi controllando supermercati e punti vendita per dare un segnale rassicurante ai produttori, che continuano a lavorare in condizioni difficili».
Come effettuate i controlli?
«Le segnalazioni delle frodi ci vengono sia dagli operatori economici sia da società specializzate tramite presidi fisici ed elettronici».
C'è differenza fra l'Ue e il resto del mondo?
«In Europa le denominazioni sono tutelate. Dal 2013 gli enti di controllo dei vari paesi sono tenuti a cooperare. Su nostra segnalazione le autorità nazionali devono intervenire per reprimere le frodi. Nel resto del mondo dobbiamo avviare azioni legali sulla base degli accordi che il governo italiano stipula con le singole nazioni».
Quali sono i maggiori produttori di formaggi che imitano il Parmigiano Reggiano?
«In Europa la Germania, che fino al 2008 li vendeva con il nome Parmesan, ora vietato nella Ue. Negli Stati Uniti esportiamo 250mila forme all'anno, ma il mercato americano assorbe più di due milioni di forme di formaggi a pasta dura. Di queste una metà viene venduta con modalità che evocano l'Italia anche quando non arrivano a una palese contraffazione. Altre imitazioni si producono in Sud America, Nuova Zelanda e Australia».
All'inizio della pandemia si era diffusa la voce che il virus si trasmettesse tramite i prodotti alimentari. Ne avete risentito?
«No, perché la diceria è stata subito smentita. Le esportazioni sono calate per un altro motivo, la chiusura dei ristoranti. In Italia la si è compensata con l'aumento dei consumi domestici, mentre all'estero il Parmigiano Reggiano viene usato prevalentemente nella ristorazione. Ora temiamo una grossa diminuzione a causa della crisi economica». —
L.s.
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