Gazzetta di Reggio

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Guastalla, l’interrogatorio 

Il camionista nega i maltrattamenti Allontanato di casa ora dorme in auto

Il 42enne in tribunale ha risposto per mezz’ora alle domande del gip Rat Nella denuncia la compagna parla di sei anni di violenze

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GUASTALLA

Non ci sta ad essere “dipinto” dalla compagna – nella denuncia – come un uomo violento e dispotico, capace di picchiare la donna quando era incinta, facendola cadere per le scale.

E ieri mattina – in tribunale a Reggio Emilia – il camionista guastallese di 42 anni ha negato su tutta la linea, ammettendo solo di avere un carattere forte, ma non per questo accusabile di maltrattamenti e lesioni. L’interrogatorio di garanzia è durato circa mezz’ora davanti al gip Andrea Rat che ha applicato al camionista – con la sua ordinanza, su richiesta del pm Iacopo Berardi – l’allontanamento dalla casa di famiglia e dai luoghi frequentati dalla convivente e dai figli.

Il 42enne è difeso dall’avvocato Alessio Fornaciari che, per il momento, non ha ritenuto di fare richieste sulla misura cautelare.

Il camionista è apparso provato in aula. La sua vita si è complicata non poco: ora dorme in auto ed ogni sera la parcheggia nel cortile di una casa di amici.

A far scattare l’inchiesta la denuncia della compagna, presentatasi nella caserma dei carabinieri decisa a dire “basta” ad una situazione che, racconti su racconti, coinvolgerebbe i sei anni di convivenza con quest’uomo descritto come irascibile, violento, aggressivo, prevaricatore.

Peraltro i carabinieri erano già consapevoli che più di “qualcosa” non andava in quella famiglia, perché lacasalinga aveva chiesto più volte l’intervento dei militari, senza però mai formalizzare i suoi disagi in una denuncia vera e propria. Un passo che si è decisa di fare negli ultimi tempi, da qui la ricerca di conferme alle dichiarazioni messe per iscritto dalla donna. E nel suo sfogo lei ha raccontato fatti di una certa gravità, quando persino era incinta e il compagno l’avrebbe fatta cadere per le scale in due occasioni, a suon di schiaffi e spintoni. Ciò sarebbe avvenuto cinque anni fa. Ma botte ed aggressività avrebbero preso una piega sempre più ricorrente negli anni successivi, mettendo in mezzo a volte anche i figli e pure lo suocero a cui avrebbe lanciato, al culmine di uno scatto d’ira, un vaso. —

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