La Fase 2 sul Crinale «Dovremo cambiare anche come essere e fare il Parco»
Giovanelli: «L’Appennino potrà essere meta di tanti turisti» Dirottate alle associazioni le risorse per le manifestazioni
Ventasso
Ampliamento dell’area Mab Unesco, e sostegno al turismo in Appennino, anche attraverso le indicazioni sui migliori luoghi dove soggiornare e dove poter fare pic nic all’aperto una volta che si potrà. Sono tra le azioni che il Parco nazionale dell’appennino tosco emiliano sta costruendo per contribuire alla cosiddetta “fase 2” dell’emergenza Coronavirus.
Il presidente Fausto Giovanelli spiega: «L’ente intende fare la propria parte. In questo periodo abbiamo lavorato attraverso gli strumenti tecnologici su molti versanti. Siamo partiti da una valutazione e sintesi su quanto siamo riusciti a fare finora, e ci sono cose rilevanti: abbiamo affidato l’incarico per un progetto finanziato dall’UE sulla riduzione dell’emissione di Co2 in Appennino, abbiamo attivato due cantieri boschivi, il tutto con ditte locali, e partiranno i lavori sul percorso turistico e devozionale della via Matildica. Abbiamo anche ricevuto la “visita” virtuale dei responsabili europei sullo stato di avanzamento di progetti ambientali finanziati e in corso».
EVENTI ANNULLATI
Ma ci sono anche i riflessi negativi, come l’annullamento del progetto Neve e Natura: «Di 2000 pernottamenti che erano stati prenotati prima dell’emergenza, ne abbiamo persi 1.900 – spiega Giovanelli – Abbiamo dirottato i contributi stanziati dal Parco per manifestazioni pubbliche alle associazioni di soccorso e assistenza dell’Appennino. Anche l’iniziativa dei menu a km zero, per la promozione dei ristoranti tradizionali dell’area Mab Unesco, è andata persa».
«Turismo e ricettività ristorativo-alberghiera sono una colonna portante dell’economia appenninica – prosegue – Siamo forse il territorio provinciale che avrà le ricadute peggiori, in questo senso. La riapertura di alberghi e ristoranti potrebbe slittare anche oltre i primi di maggio. Abbiamo attivato canali di comunicazione con tutti i nostri Centri visita e molti operatori appenninici, per cercare di capire come sostenerli. Guardiamo all’estate, dove se avverrà la prevista fase di riapertura e ripartenza graduale, l’Appennino potrebbe essere una meta di tanti turisti dalla nostra pianura e da città vicine. Stiamo valutando di creare una mappa dei borghi dove soggiornare, ma anche dei luoghi più belli dove poter fare pic nic in tranquillità, senza trovare “ressa”, e dei negozi con prodotti tipici e genuini dove potersi approvvigionare nelle vicinanze».
GLI OPERATORI
Aggiunge Giovanelli: «Tra gli operatori del settore alberghiero e della ristorazione riscontriamo una preoccupazione enorme, ma alla lunga penso che potranno costruirsi nuove prospettive: la prossima estate si sceglieranno molto di più le vacanze in Italia e le seconde case con ogni probabilità saranno tutte riaperte. Ma un altro tema che si dovrà valutare sulla stagione estiva sono le oltre 700 sagre e manifestazioni che solitamente animano i Comuni del Parco, e su cui al momento sono molti di più i dubbi che le possibilità di vederle riproposte». E ancora: «Va avanti, tra i lavori in corso, il cantiere all’Eremo di Bismantova dove si sta realizzando il centro studi e visita dedicato alla Pietra: sono stati recuperati ulteriori 100 mila euro per i lavori». L’apertura di questo centro dovrebbe avvenire entro l’estate.
«Nel frattempo stiamo proseguendo il lavoro preparatorio dell’allargamento della riserva di biosfera Mab Unesco. Si parla di circa 30 nuovi Comuni interessati, quali Luni, Barga, località di grandissimo interesse. Quasi niente sarà come prima della crisi. Dobbiamo ripensare anche il modo di fare ed essere Parco, secondo aspettative e possibilità che saranno cambiate». —
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