«Ricominceremo con quel qualcosa in più che ha la nostra gente»
La sindaca di Correggio risponde all’appello del vescovo Camisasca La ripartenza con l’avvio degli investimenti che sono rimasti bloccati
La sindaca di Correggio risponde all’appello del vescovo che la Gazzetta ha pubblicato il 5 aprile.
ilenia malavasi
Mi trovo a riflettere sull’invito che il vescovo di Reggio Emilia monsignor Massimo Camisasca ha lanciato nei giorni scorsi alla politica, al mondo delle imprese e alla società.
Lo faccio proprio alla vigilia dei festeggiamenti per il 75° anniversario della Liberazione. Si tratta di una data, una ricorrenza, che per la comunità di Correggio, di cui mi onoro di essere sindaco, rappresenta non solo un momento simbolico, ma anche, tradizionalmente, un giorno di festa, di gioia, di memoria e di riconoscenza.
Ed è proprio da questi ultimi due aspetti che vorrei partire nel tracciare un quadro di quello che potrà essere – stando almeno alle indicazioni e alle informazioni che abbiamo oggi – il prossimo futuro. Perché “fare memoria” e “provare riconoscenza” presuppongono alla base un’idea di relazioni che mette da parte il “singolo” per esaltare, invece, la comunità, il bene comune, appunto. Tante volte, di fronte al racconto degli episodi e dei sacrifici di quei ragazzi di 75 anni fa, davanti alle loro stesse foto che ancora ci parlano dai numerosi cippi e dalle lapidi che ne ricordano la vita e la morte, mi sono trovata ad interrogarmi rispetto al significato di quelle loro azioni e al loro valore attuale.
UN SIMILE CARICO DI PAURE
La realtà in cui ci siamo improvvisamente ritrovati a vivere dallo scorso mese di febbraio non è una guerra, come erroneamente è stato detto all’inizio. Eppure ha portato con sé un simile carico di paure, limitazioni alle nostre libertà, dubbi e ansie rispetto al futuro. Tutte situazioni rispetto a cui la prima risposta dovrà necessariamente essere quella del “noi”: venivamo da un mondo spesso dominato da tanti “io”, ma nell’emergenza ci è stato chiesto un repentino cambio di prospettiva, guardando alla nostra realtà come ad una collettività, in cui ognuno è chiamato a fare la propria parte “bene”, per il bene di se stesso, della propria famiglia e anche per il bene di tutti gli altri.
Così, anche in questo periodo tanto difficile per tutti, abbiamo visto la nostra realtà farsi di nuovo “sistema”, con imprese che si sono prontamente riconvertite alla produzione di materiali sanitari e l’enorme carico di generosità e solidarietà che si è manifestata con donazioni, impegno personale, lavoro e volontariato.
DECISIONI NECESSARIE E DOLOROSE
Come sindaco mi sono trovata ad affrontare situazioni improvvise e a dover prendere decisioni necessarie, ma dolorose: in pochi giorni ho visto chiudere scuole, luoghi di cultura, attività commerciali e imprese, spazi destinati ai giovani, allo sport e alla socialità, parchi pubblici e aree verdi. Vale a dire gran parte di quel patrimonio pubblico su cui, ancora oggi, si fonda il nostro senso di appartenenza a una comunità e che per altro rappresenta, da sempre, quel “qualcosa in più” che caratterizza la nostra tradizione di “emilianità”. Eppure, proprio ciò che abbiamo perso in queste settimane costituisce il nostro patrimonio più importante, il punto di partenza da cui poter ricominciare, andando a riaccendere, una a una, tutte quelle luci che, necessariamente, in questo periodo siamo stati costretti a spegnere.
Penso, in primo luogo, alle nostre attività: ci sono dinamiche che, ovviamente, scavalcano le competenze e le capacità di un Comune, perché sappiamo che ci sono decisioni ed azioni che vanno dal livello regionale – per quel che riguarda ad esempio sanità pubblica, trasporto locale, digital divide, lavoro, formazione – a quello nazionale o persino europeo – pensando al dibattito in corso sui temi economici, a partire dal sostegno indispensabile alle nostre aziende.
LAVORO DI ASCOLTO
Tuttavia, come peraltro già fatto nel limite delle possibilità anche in queste settimane durissime, anche noi a Correggio ci faremo trovare pronti quando, non appena possibile, saremo chiamati a far rivivere le nostre strade e le nostre piazze, a sostegno di tutte quelle attività commerciali e produttive che non rappresentano solamente un valore economico, ma anche una grande ricchezza sociale. Per condividere azioni e progetti, abbiamo attivato un lavoro di ascolto e confronto con le associazioni di categoria, proprio per provare a lanciare qualche nuovo progetto a sostegno delle attività più piccole che rendono il nostro centro storico un vanto per la promozione della nostra bella città.
COSTO MOLTO ALTO
In secondo luogo, naturalmente, la scuola: le famiglie stanno sopportando un costo molto alto dovuto all’interruzione dei servizi, una ricchezza che a volte davamo anche per scontata, ma, nella sua assenza, abbiamo toccato con mano quale importanza rivesta per garantire non solo educazione e istruzione, ma anche socialità, incontro, scambio, luogo e possibilità di crescita e di interazione positiva per i nostri ragazzi e le nostre ragazze, per i bambini che, a loro volta e così duramente, si sono trovati di punto in bianco in un mondo capovolto.
CANTIERI IN ATTESA
In terzo luogo, gli investimenti. Abbiamo diversi cantieri che sono rimasti bloccati da questa emergenza: solo per citarne alcuni, il nuovo impianto sportivo a servizio del Polo Scolastico, per il quale mancano solo le opere di finitura, l’ultimo stralcio della ciclabile Correggio-Fosdondo, l’ampliamento della scuola “Rodari-Cantona”, il recupero dell’edificio che ospita il Convitto Corso, questi ultimi già aggiudicati e pronti a partire.
Poco prima dell’emergenza legata alla diffusione del coronavirus, inoltre, stavamo per presentare ai cittadini un nuovo, entusiasmante, progetto che porterà la città a dotarsi di un grande parco nella zona nord di Correggio, un’area verde molto estesa che sarà caratterizzata dal rispetto per le nostre tradizioni, anche dal punto di vista arboreo e florovivaistico, e dal richiamo alla vocazione musicale correggese. Un segnale di attenzione importante ai temi della sostenibilità e dell’ambiente che ci siamo impegnati a portare avanti con azioni a tutto campo, dal risparmio energetico, ai 25.000 alberi che vogliamo piantare nei prossimi anni, così come deliberato dal consiglio comunale.
L’IMPORTANZA DELLA RETE
Un’ulteriore riflessione, inoltre, dovrà essere fatta sul tema del digital divide, perché in una situazione come quella che stiamo vivendo, è emerso chiaramente come l’accesso a servizi anche importanti non possa essere limitato per così tante persone dalla mancanza di un’adeguata connessione. Questa forzatura ci ha permesso di capire meglio l’importanza della rete, anche a partire dalle scuole che hanno svolto un compito importante, continuando a “fare scuola non a scuola”, mantenendo viva una comunità scolastica, sperimentando e innovando come mai prima nella storia della Repubblica. Per dare servizi e garantire equità, per offrire servizi democratici, dobbiamo mettere tutti nelle stesse condizioni e su questo abbiamo molto da lavorare: basti pensare che abbiamo ancora “zone bianche”, cioè non coperte da nessun segnale, nonostante il progetto “Correggio wireless” – una rete internet gratuita che sfrutta la tecnologia hyperlan – partito diversi anni fa. Servono nuovi investimenti, connessioni veloci e formazione adeguata per tutte le fasce di età.
rilanciare la nostra città
Detto questo, però, spero che questo periodo ci permetta, in realtà, di rilanciare la nostra città, con una nuova e solida consapevolezza: la centralità delle persone e di quella socialità che fa comunità, senza perdere quella umanità sempre necessaria e quel rispetto sempre dovuto a ogni essere umano. Chissà che il virus si porti via anche pregiudizi, egoismi e cattiverie… per ripartire meglio insieme.
Solo pochi mesi fa, nello scorso settembre, abbiamo accolto il vescovo Massimo per l’inaugurazione ufficiale della Basilica di San Quirino, al termine di sette, lunghi anni di restauri post terremoto: ricordo l’emozione di quella giornata, che coinvolse tutti i correggesi, non solo i fedeli. Era l’emozione di una città che rialzava la testa, puntando nuovamente gli occhi alla bellezza, alla creatività, ma anche alla capacità di ricominciare, ancora una volta, partendo dalle proprie radici e dalla propria storia. Quindi, proprio questo sarà l’obiettivo principale dell’immediato futuro: essere all’altezza non solo della sfida che ci attende, ma della storia di chi ci ha preceduto. —
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