Gazzetta di Reggio

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Svastiche nel paese del busto di Lenin alla vigilia della Festa di Liberazione

Elisa Pederzoli
Svastiche nel paese del busto di Lenin alla vigilia della Festa di Liberazione

Imbrattati tre ingressi del municipio di Cavriago, l’asfalto davanti al monumenti ai Caduti, la statua e l’auto della polizia

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CAVRIAGO

Sei svastiche, tracciate con dello spray nero sul muro del municipio, davanti al monumento ai Caduti. E sull’asfalto, davanti a quel busto di Lenin che rende Cavriago un simbolo, famosa in tutto il mondo.

È stata una vigilia di Festa della Liberazione amara per il piccolo centro della Val d’Enza. La scoperta del simbolo del nazismo impresso sui luoghi simbolo della comunità, 24 ore prima del 75esimo anniversario delle celebrazioni per la fine dell’occupazione nazi-fascista sono uno schiaffo e una provocazione che fanno male. Ancora di più, forse, in questi giorni in cui l’Italia è un paese fermo, chiuso in casa per il lockdown imposto dalle misure decise dal governo per il contenimento della pandemia che sta mettendo in ginocchio il mondo, e il Bel paese più degli altri. Misure che oggi impediscono quella partecipazione che nel Reggiano resta ancora viva e forte per la fine della seconda guerra mondiale, il simbolo della Resistenza che qui ha radici profonde e una storia che non è mai stata dimenticata.

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L’IMBRATTAMENTO

Il raid è sicuramente scattato di notte. Approfittando, forse, anche del fatto che mai come in questo periodo in giro per le strade non c’è nessuno.

Le svastiche sono state trovate sono tre agli ingressi del municipio, una davanti al monumento ai Caduti di piazza Don Dossetti (che si trova proprio davanti al Comune), così come una davanti al busto di Lenin (in piazza Lenin, piuttosto distante dal municipio). Ma a essere presa di mira è stata anche un’auto della polizia locale dell’Unione Val d’Enza – che era parcheggiata dietro al Comune: la svastica è stata tracciata sul cofano, esattamente sopra il simbolo della polizia locale. Ma anche il parabrezza è stato imbrattato.

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LE INDAGINI

Ieri mattina, non appena scoperto l’accaduto è partita immediatamente la richiesta di intervento ai carabinieri della locale stazione e la denuncia del sindaco. Sul posto, con i suoi uomini, è intervenuto il comandante, Vincenzo Restivo. Gli accertamenti puntano a verificare se dove la mano – o le mani – hanno impresso il segno ci sono telecamere di sorveglianza. E se queste hanno immortalato passaggi utili ad arrivare all’identificazione dell’imbrattatore, o degli imbrattatori. Il reato ipotizzato è quello, appunto, dell’imbrattamento e del danneggiamento, per quanto riguarda l’auto. Al momento, ogni ipotesi è aperta: dal gesto di un singolo, a quello di più persone. Chiaramente, il giorno scelto per il raid non sembra essere casuale. Così come la cittadina scelta.

Da ieri mattina, è unanime la condanna per quanto avvenuto, dal mondo della politica di sinistra e di destra. Mentre in municipio, le svastiche sono state rapidamente cancellate. Con la bandiera tricolore. —

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