«Bando per riaprire il diurno e sui cantieri avanti tutta»
La ripresa declinata dal sindaco Gianluca Paoli dopo un incontro con i capigruppo Le opposizioni: «Sgravi a famiglie e imprese e freno tirato sulle opere pubbliche»
bagnolo
Conti da fare al centesimo «dei mancati incassi, ma anche dei maggiori risparmi di questa fase emergenziale» e «informazioni chiare su tempi e modi della ripresa che, però, non dipendono dal Comune di Bagnolo».
Il sindaco Gianluca Paoli parla chiaro: «Siamo di fronte a una situazione assolutamente inedita e difficilissima, anche per i Comuni e soprattutto dal punto di vista economico». Ed è il messaggio che ha lanciato in una riunione – rigorosamente online – con i capigruppo di maggioranza e opposizione che si è tenuta pochi giorni fa e che ha prodotto una sorta di decalogo delle cose da fare, tracciato dai gruppi di opposizione Bagnolo Bene Comune e Siamo Bagnolo, per una volta sulla stessa lunghezza d’onda. I due gruppi consiliari chiedono, prima di tutto, di potenziare agevolazioni e sconti sui servizi alla persona per sostenere le famiglie e agevolazioni fiscali sulle attività produttive per accompagnare la ripresa. E chiedono anche che una parte della spesa corrente che in tempi normali è destinata al funzionamento della macchina – pagamenti degli stipendi dei dipendenti compresi – vada a implementare le risorse per famiglie, imprese e servizi. «Tutte azioni – risponde Paoli – che potremo valutare quando la ricognizione dei conti che ho chiesto e che è in corso sarà terminata». Il faro resta la «sostenibilità». Ma su un punto Paoli è netto: «Per avviare nel migliore dei modi la cosiddetta fase due è indispensabile terminare i lavori pubblici già finanziati e con progetti cantierabili, in particolare quelli in piazza Garibaldi». E dunque, «non è il momento delle grandi opere ma di dare priorità a piccoli interventi», posizione espressa da Siamo Bagnolo e condivisa da Bagnolo Bene Comune, il sindaco risponde con un “avanti tutta”. «Ma perché – spiega – il progetto di restyling e per il quale abbiamo già accantonato 50.000 euro e i cui lavori possono iniziare immediatamente dopo il lockdown, servirà per una migliore fruizione, da parte dei cittadini, dei negozi e delle attività che si affacciano sulla piazza».
Un altro intervento che Paoli non ha intenzione di archiviare è quello da 150.000 euro per la riqualificazione di via Fratelli Cervi. «È una strada molto pericolosa, soprattutto per i pedoni, la nostra intenzione è quella di realizzare dei marciapiedi ampi e rallentare il traffico mettendo dei dossi – spiega – Il denaro lo abbiamo già accantonato. Non credo sia una buona idea non utilizzarlo».
Poi c’è la questione del Centro diurno sollevata da Bagnolo Bene Comune. Secondo il gruppo «bisogna avviare da subito le procedure per essere pronti a una tempestiva riapertura nel momento in cui sarà superata l’emergenza». Una storia complessa, quella del Centro di via Marconi, gestito fino al recesso alla coop Ancòra di Bologna e poi chiuso, con tutti gli altri centri per anziani, a seguito dell’emergenza sanitaria.
«Abbiamo accettato la rinuncia all’accreditamento avanzata dalla cooperativa – spiega il sindaco – perché abbiamo verificato che la sostenibilità economica era venuta a mancare. E quindi abbiamo detto “stop”». Tra i motivi: «Il crollo – continua Paoli – dell’affluenza: dalle 15 persone che ogni giorni frequentavano la struttura, sono rimaste in 6 o 7. Si trattava di un problema che si trascinava da anni e che, devo dire, mi pare non sia mai stato affrontato in cerca di soluzioni. La mia amministrazione lo ha ereditato e ha deciso il da farsi». Paoli e i responsabili della coop Ancòra si sono incontrati nei mesi la pandemia.
«La soluzione che noi abbiamo proposto – continua il sindaco – era quella di aumentare il numero di utenti con una riorganizzazione complessiva del servizio. Ci siamo, invece, trovati di fronte alle richieste di una forte riduzione di personale che non abbiamo accolto per evidenti motivi e di un contributo di 40.000 euro l’anno che sarebbe stato insostenibile per i bilanci comunali».
Dunque, è stata scritta la parole “fine”. Momentanea, però. «A questo punto – conclude Paoli – predisporremo, così come vuole la legge, un bando per mettere a gara il servizio, procedura che dovrà però fare l’Ausl e siamo convinti che coinvolgendo le strutture e le associazioni che ci sono sul territorio, riusciremo a riaprire il centro». —
C.O.
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