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hashtag #iononmindebito  

Esplode anche sui social il gruppo che riunisce i possessori di partita Iva

Am.P.
Esplode anche sui social il gruppo che riunisce i possessori di partita Iva

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REGGIO EMILIA

«È nato anche a Reggio Emilia il gruppo Facebook “Partite Iva insieme per cambiare”. La nostra associazione, nata nel 2019, è diventata quanto mai d’attualità ora e, grazie a commercialisti e avvocati tra le nostre fila, stiamo fornendo assistenza a tutte le partite Iva a titolo gratuito, aiutandoci l’un l’altro con una attività informativa e di supporto». Sergio Muccilli, 32 anni, titolare dell’impresa edile Smc Costruzioni, è il responsabile per la nostra provincia dell’associazione “esplosa” sui social network. Un movimento spontaneo e apolitico: in tempi di pandemia, le partite Iva – un mondo quanto mai variegato e slegato – stanno cercando delle forme di unione collettiva per fronteggiare la crisi e scongiurare le chiusure. «L’associazione è nata in Puglia nel novembre 2019 da un imprenditore in difficoltà economiche a causa di pressione fiscale e burocrazia: fattori che incidono tantissimo sulle partite Iva, in qualsiasi congiuntura. Ora, con il peggioramento dell’economia causato dal coronavirus, noi partite Iva chiediamo a maggior ragione di essere tutelate – ha spiegato Muccilli –. Il gruppo Facebook nazionale ha dato vita ai sottogruppi regionali e adesso stiamo creando sottogruppi per provincia, per iscriversi basta unirsi alla pagina. L’intento è di allargare il cerchio per unire le forze e trovare un’unica voce».

Sui 600 euro, per la prima volta riconosciuti ad una categoria “invisibile”, Muccilli è schietto: «Io li ho ricevuti, anche se servono più che altro ad acquistare generi alimentari: è un primo passo positivo, ma è evidente che è insufficiente. Non ci si può ingannare sulla ripartenza: lo Stato dichiara che sono stati stanziati 400 miliardi, ma se il singolo che deve andare in banca a chiederli non ha garanzie non vedrà nemmeno un centesimo. Servono fondi statali a fondo perduto, come fanno altre nazioni europee: altrimenti è il solito bluff all’italiana. Noi come gruppo abbiamo lanciato l’hashtag “#iononmindebito” e lotteremo per portare avanti la nostra battaglia in tredici punti». Citiamo alcuni di questi punti: riduzione del prelievo fiscale e contributivo al 30% per imprese di ogni categoria con minimo fisso, abolizione degli studi di settore, riduzione dei contributi per lavoratori dipendenti e autonomi, un sistema di protezione del reddito in caso di malattia del lavoratore autonomo, revisione delle agevolazioni creditizie alle imprese. —

Am.P.

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