Il partigiano “Brenno” e quel 25 Aprile vissuto guardando il computer
Il 96enne Alfredo Cerioli avrebbe voluto prendere un taxi ed essere in piazza Il sindaco Vecchi, come promesso, ha deposto un fiore ai caduti al suo posto
REGGIO EMILIA
Un 25 Aprile di magoni, di omaggi a distanza, di tributi per delega a vecchi resistenti. E di poesia. Erano ben altri, nei mesi scorsi, i programmi per celebrare il 75esimo anniversario della Liberazione a Reggio Emilia, una delle città simbolo della Resistenza, decorata con la medaglia d’oro al valor militare.
L’attuale situazione globale ha costretto ad adeguarsi alle restrizioni, ma non ha fermato la macchina organizzativa né le mobilitazioni, passate in gran parte al formato digitale, l’unico che possa garantire la distanza oggi tanto richiesta per evitare una risalita dei contagi.
Niente feste di piazza, dunque, nel giorno che più di tutti è festa di piazza. Reggio ha comunque reagito, e ha generato un corposissimo volume di iniziative, fra momenti formali e simpatiche sorprese.
In mattinata il Comune ha pubblicato un bellissimo video girato nei giorni scorsi in alcuni dei luoghi simbolo della città, una struggente versione strumentale di “Bella Ciao” a cui hanno contribuito diversi conosciuti musicisti emiliani.
Ognuno di loro è stato ripreso mentre, solitario, suonava la propria parte dell’arrangiamento di Bella Ciao pensato per l’occasione: il risultato sono due minuti molto evocativi, in una Reggio deserta e mai così bella.
Al centro, il clarinettista Andrea Medici, Emanuele Reverberi al violino, Filippo Chieli alla viola, Antonio Braidi al violoncello e Morgana Rudan all’arpa.
Con loro, alcuni dei simboli cittadini, dal teatro Valli a piazza Fontanesi, dalle vie del centro all’isolato San Rocco, dai chiostri di San Pietro ai giardini pubblici, in un omaggio che ha totalizzato numerosissime condivisioni e che tante persone hanno poi usato alle 15, al momento del canto collettivo di Bella Ciao, come base su cui intonare il testo.
Anche un altro prodotto reggiano, gli spartiti delle canzoni partigiane curati dall’istituto storico Istoreco, hanno girato parecchio, anche fuori provincia, e sono stati utilizzati al pomeriggio per i canti.
Il giorno della Liberazione era iniziato in piazza Martiri del 7 Luglio, con la cerimonia ufficiale contingentata, alla presenza del sindaco Luca Vecchi e dei rappresentanti delle associazioni partigiane provinciali e delle associazioni d’arma, tutti con mascherine d’ordinanza.
Una passeggiata fra i vari punti del centro storico, conclusa in municipio dove poi, nel pomeriggio, si sono esibiti anche i Modena City Ramblers.
Il sindaco Luca Vecchi ha poi anche rispettato la parola presa nella serata precedente con un protagonista dell’epoca, Alfredo Cerioli, nome di battaglia “Brenno”, classe 1924.
Venerdì sera il primo cittadino lo ha chiamato al telefono per salutarlo alla vigilia di quella che Alfredo Cerioli considera la “sua” ricorrenza, e il partigiano ha espresso la volontà di andare in piazza il 25 aprile, come ha fatto ogni anno dalla Liberazione sino ad oggi.
L’anziano resistente aveva pensato di prenotare un taxi per raggiungere il centro comodamente, visti i problemi di mobilità dovuti all’età.
Una manovra decisamente non consigliabile, per ovvi motivi di salute e vista l’emergenza Covid, che Vecchi ha bloccato sul nascere, promettendo a Cerioli di posare al suo posto un fiore davanti al monumento principale dedicato ai caduti.
E quanto era stato affermato è stato poi mantenuto, ieri mattina, con “prova provata” per Cerioli. I familiari del partigiano hanno allestito una postazione a “Brenno” davanti al computer, e così il 96enne ha potuto guardare la diretta Facebook della cerimonia, assicurandosi che la sua richiesta venisse esaudita. Un piccolo ma prezioso pensiero per una persona che, da ragazzo, ha rischiato la vita e che poi ha sempre voluto ricordare le compagne e i compagni caduti nei giorni della loro gioventù. —
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