In carcere eseguiti i primi test sierologici Agenti tutti negativi
REGGIO EMILIA
Sono stati eseguiti i primi test sierologici rapidi sugli agenti di polizia penitenziaria. Reggio è stata la prima provincia in Regione ad averli ricevuti e la buona notizia è che l’intero primo gruppo di agenti, una settantina, è risultato negativo. Lo ha spiegato il segretario provinciale del Sappe Michele Malorni, che aveva inoltrato un sollecito all’ufficio Igiene Pubblica, alla Direzione degli istituti penali, al Provveditorato Emilia-Romagna e Marche per richiedere accertamenti sugli agenti allo scopo di prevenire l’effetto epidemico al contagio Covid 19 tra le mura della casa circondariale. L’Ausl, tramite gli infermieri dipendenti dell’azienda sanitaria ma interni al carcere della Pulce, ha iniziato a eseguire i test sierologici. «In totale la polizia penitenziaria di Reggio Emilia è composta da 195 agenti (sulla carta l’organico dovrebbe essere 240): poiché la prima fornitura è stata di 70 test, in questa prima tornata hanno avuto la precedenza gli agenti considerati più a rischio, cioè quelli che hanno frequentato gli ospedali. Per gli altri la verifica continuerà quando arriverà un numero sufficiente di test», ha proseguito Malorni, che ha voluto ringraziare i sanitari.
«L’Ausl locale si è mostrata attenta e collaborativa per la tutela della salute anche della polizia penitenziaria. I test sono stati eseguiti con scrupolo e dedizione dal personale infermieristico, coordinato dalla caposala: a loro va il ringraziamento del corpo».
Il test sierologico rapido consiste nel prelievo di una goccia di sangue (si punge il dito, come per i diabetici) che viene posizionata dentro il rilevatore. Il riscontro, tramite delle lineette, avviene in 15 minuti e le risposte possibili sono tre: negativo, positivo o “falso negativo” (in fase di guarigione o negativo secco). Al momento gli agenti controllati sono risultati negativi. Occorre sottolineare che i test sierologici rapidi sono al centro di un dibattito acceso, tra gli stessi esperti, sulla loro attendibilità. «Sicuramente è più attendibile il tampone di laboratorio, che però al momento non è disponibile – ha chiarito Malorni – Nelle carceri di Bologna e Piacenza, dove sono stati registrati dei positivi sia tra agenti sia tra i detenuti, sono stati eseguiti i tamponi. Reggio, non avendo avuto avuto positività finora, non è stata attenzionata. Ma siamo stati i primi in regione ad aver ricevuto il test sierologici rapidi: in seguito a sollecitazioni sindacali e grazie a un accordo regionale tra amministrazione penitenziaria e Ausl, i test proseguiranno a tappeto in tutte le province». —
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