La sottoscrizione contro le svastiche ha raccolto oltre 500 adesioni
Fiori e ritratti dei partigiani al posto delle svastiche La sindaca Bedogni: «Non ci hanno rovinato la festa»
Elisa Pederzoli
CAVRIAGO
Cinquecento sottoscrizioni raccolte in meno di 24 ore. Il documento di condanna delle svastiche che hanno imbratto i luoghi simbolo del Comune di Cavriago, alla vigilia della festa di Liberazione, è diventato un manifesto condiviso dalle associazioni locali, dalla politica in maniera trasversale, dai sindaci reggiani e anche da tantissimi privati cittadini. «Non ci hanno rovinato il 25 aprile» assicura il sindaco Francesca Bedogni.
Al termine di una giornata di celebrazioni inconsuete e con la piazza vuota, a causa delle restrizioni legate all’emergenza sanitaria, la prima cittadina fa il punto di quello che è accaduto: ciò che l’amministrazione comunale cavriaghese ha definito senza indugio dal primo minuto un «atto politico» e non una brava.
«Quel documento non era nato per essere una sottoscrizione – confida la sindaca – volevamo solo dire come ci sentivamo come comunità dopo questo episodio: feriti. È stata un’offesa della memoria per tutta la comunità cavriaghese. Cavriago ha avuto il riconoscimento della medaglia di bronzo al valor militare dal Presidente della Repubblica per lo sforzo che tutta la nostra comunità fece in quel periodo. Quel documento non riuscivamo a chiuderlo perchè arrivavano continuamente messaggi di solidarietà. Allora abbiamo desiderato far sentire queste voci: tante voci fanno più rumore. Così, abbiamo deciso di creare questo spazio virtuale».
Le firme – aggiornate sul sito del Comune di Cavriago, a cui si può aderire inviando un e-mail – crescono col passare delle ore. E vengono aggiornate sistematicamente.
«Abbiamo avuto firme importanti, sia come associazioni che come istituzioni: dal capogruppo del Pd alla Camera Graziano Delrio, alla senatrice Vanna Iori, dal sindaco di Reggio Luca Vecchi e praticamente da tutti i sindaci reggiani. Da Grade Onlus, tanto per cintarne qualcuno – va avanti la Bedogni – Ne siamo orgogliosi. Questo numero di firme risponde da solo al gesto che è stato compiuto e a chi oggi vuole anche solo fare dei distinguo, a quei “sì, però” che secondo me lasciano, per usare un eufemismo, un po’ perplessi. Noi, continuiamo a non vedere un’altra possibilità rispetto a quello che è successo 75 anni fa, quando o si era fascisti o anti-fascisti. Non c’era alternativa. Invece ora continua la distorsione di chi prova a dire che il 25 aprile è solo la festa dei comunisti, invece il nostro territorio è la prova provata che di come il movimento di resistenza fosse trasversale».
Nelle celebrazioni in tono diverso che si sono svolte ieri anche a Cavriago e che hanno visto Francesca Bedogni – sindaco dal maggio del 2019 – per la prima volta a rappresentare la propria comunità indossando la fascia tricolore, c’erano tutti questi pensieri e quelli legati al difficile momento storico che stiamo vivendo. «Alla piazza vuota, ho detto che forse per la prima volta abbiamo percepito ancora di più il valore di questa ricorrenza, oggi che siamo in qualche modo e per il nostro bene, sia ben inteso, privati della nostra libertà individuale. E quelle svastiche, non ci hanno tolto la gioia di festeggiare» assicura.
Dove c’era il simbolo nel nazismo lasciato dalla mano anonima sulle cui tracce sono i carabinieri locali, il Comune ha provveduto subito a disegnare bandiere tricolore. E ieri, su iniziativa dell’Anpi di Cavriago, sono comparsi ritratti dei partigiani cavriaghesi sui muri. «E chi è passato per il monumento ai Caduti, ha lasciato un fiore» confida.
In attesa che le indagini facciano il loro corso, la Bedogni ha parole di ringraziamento per il prefetto Maria Forte per la vicinanza, per il questore di Reggio e i carabinieri di Cavriago. «Nei confronti dei quali – dichiara – ho piena fiducia e ci hanno assicurato che faranno tutto quanto è nelle loro possibilità per trovare i responsabili. E capire la matrice di quanto avvenuto». —
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