Gazzetta di Reggio

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Toano, addio a Loris Ceccati Colonna portante della comunità nella sua cara Cavola

Adriano Arati
Loris Alberto Ceccanti, morto a 77 anni
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Loris Alberto Ceccanti, morto a 77 anni

Aveva 77 anni ed era il presidente della Pro Loco Raccontò la storia del trapianto del figlio in un libro  

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TOANO. La colonna portante di Cavola. Nella giornata di sabato è morta una delle persone più conosciute del territorio toanese e del versante reggiano della media vallata del Secchia, il 77enne Loris Alberto Ceccati, storico presidente della Pro Loco, che organizza la celebre festa del tartufo. Una figura animata da una enorme generosità, che nei decenni l’ha portato a impegnarsi in mille progetti: Ceccati, che aveva lavorato a lungo come cuoco, era attivo nella sezione locale degli alpini, nella protezione civile, con la Banda di Cavola, con il coro, ha dato un contributo determinante per la nascita del Cavolaforum, il palasport polifunzionale oggi sede di gran parte delle iniziative al coperto del paese. Ed era un riferimento per le altre associazioni, quello a cui chiedere un consiglio ed un aiuto concreto per sbrogliare qualsiasi impiccio.

Per i turisti e i visitatori, era il sorridente uomo indaffarato ai fornelli della cucina della festa del tartufo, uno dei principali eventi dell’autunno reggiano, capace di chiamare ogni anno migliaia di partecipanti. Chi prenotava il pranzo, chi chiedeva informazioni, si imbatteva sempre in Loris.Ceccati lascia la figlia Simona e i fratelli Erio e Franco, il genero Giuseppe Fontana ben nove nipoti. Ma lascia anche un intero paese, che anche nei giorni della clausura ha subito saputo della scomparsa di un cardine assoluto della vita quotidiana così come delle feste.

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Il pensiero è andato anche alle tante difficoltà famigliari affrontate negli ultimi anni, segnati da pesantissimi lutti, quello della moglie Pasquina e del figlio Armando Federico. Armando, morto nel 2018 a 51 anni, a inizio millennio aveva avuto un gravissimo problema di cuore ed era stato sottoposto ad un trapianto, una vicenda che lo aveva portato a contatto con la famiglia del donatore. Una storia raccontata nel libro “Il Trattore e la carriola”, uscito pochi anni fa, prima del peggioramento definitivo delle condizioni dello stesso Armando. Oggi un’associazione benefica porta avanti l’eredità morale delle persone coinvolte, grazie alle due famiglie. Loris aveva sempre affiancato il figlio rimanendo in contemporanea attaccato alle mille avventure intraprese fra volontariato e partecipazione sociale, a partire dalla Pro Loco, attraverso cui si snodavano poi le azioni delle altre associazioni. Il tutto con garbo, senza mai far pesare a nessuno le difficoltà, sempre aperto con il prossimo quanto riservato sui propri dolori.

Quando c’erano questioni, era il pacificatore, e in questo ruolo sfruttava come arma prediletta la notevole abilità ai fornelli accumulata in decenni di esperienza: fra cene e serate in compagnia, non vi è abitante di Cavola, Corneto, Stiano o Riva che non abbia assaggiato le specialità di Ceccati. Era legatissimo a Cavola, il suo paese natale abbandonato per questioni professionali. Non appena possibile vi aveva fatto ritorno, dopo aver lavorato a lungo come cuoco negli anni ’70 fra Piemonte e Lombardia, sempre affiancato dalla moglie Pasquina, impiegata come guardarobiera.

Ceccati era particolarmente orgoglioso della realizzazione del Cavolaforum, una delle strutture sportive più moderne della montagna, usato dalle squadre di pallavolo e casa sicura per presentazioni culturali, sagre, riunioni e convegni. Oltre che capientissima sala da pranzo nelle due domeniche di novembre in cui a Cavola andava in scena la festa del tartufo, l’evento a cui probabilmente Ceccati teneva maggiormente, dove metteva insieme tutti i gruppi e gli amici: Pro Loco, cucina, banda e cori, alpini e protezione civile che coordinavano la logistica.

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