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Altri quattro morti in provincia Raggiunti a Reggio i 500 decessi

Evaristo Sparvieri
Altri quattro morti in provincia Raggiunti a Reggio i 500 decessi

Il tragico bilancio nel giorno che conta solo otto nuovi contagi La sanità prova la svolta: ripartono anche le attività ordinarie

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Evaristo Sparvieri

REGGIO EMILIA

Nel giorno in cui cominciano a intravedersi i segnali di una vera svolta, con solo quattro nuovi decessi e otto nuovi casi di positività, il tragico bilancio delle vittime da Covid 19 a Reggio Emilia raggiunge quota 500 morti, 12 dei quali di pazienti provenienti da fuori provincia. È quanto emerge dall’ultimo bollettino sull’emergenza Coronavirus, diffuso in concomitanza con la decisione della Regione di dare una svolta anche a livello di servizi sanitari, ripristinando già da oggi parte delle attività ordinarie interrotte a causa del dilagare della pandemia.

I NUMERI

I quattro nuovi decessi registrati ieri in provincia riguardano due uomini e due donne. Gli uomini avevano 89 e 77 anni. Le donne avevano 84 e 82 anni. I Comuni interessati sono Bibbiano, Castelnovo Sotto e Reggio Emilia (2). Per quanto riguarda i contagi, a Reggio raggiungono quota 4.601, di cui 3.509 in isolamento domiciliare, 470 in regime di ricovero ospedaliero, ma non in reparti di terapia intensiva, dove si trovano 25 pazienti. Numeri, quelli reggiani, presi nella consueta diretta Facebook dal commissario all’emergenza, Sergio Venturi, come pietra di paragone per descrivere la situazione piacentina – una delle province più colpite dal virus – che ieri ha registrato altri 75 casi (raggiungendo un totale di 3.826), piangendo altre dieci vittime: «Ai piacentini dico che siete nella condizione di Reggio di 15 giorni fa, quando i reggiani si spaventavano tutti i giorni, ma in realtà si recuperavano i ritardi e si entrava nelle case protette. È la maniera migliore di testare e tracciare la malattia».

La discesa

A livello regionale, anche ieri sono continuati segnali di una lenta ma costante discesa. Dall’inizio dell’emergenza sono 24.662 i casi di positività rilevati, 212 in più nelle ultime 24 ore, segnando uno degli aumenti fra i più bassi registrati ultimamente. Le nuove guarigioni sono state 283, per un totale di 9.006. Un dato al quale fa da contraltare il bilancio delle vittime: 45 i nuovi decessi in regione, 26 uomini e 19 donne, per un totale di 3.431 morti, con un’età media di 81 anni.

«I decessi purtroppo continuano a essere un numero abbastanza stabile – ha commentato Venturi – purtroppo ci dovremo abituare fino al giorno zero a contare decessi».

IL PROVVEDIMENTO

Sempre nell’aggiornamento quotidiano, Venturi ha anticipato la decisione della Regione di riprendere attività ordinarie, invitando alla massima attenzione: «Testeremo chi entra negli ospedali per i ricoveri. Chiedo attenzione a chi va a visitare i propri congiunti, ovviamente bisognerà indossare i dpi. Si stanno studiando misure più restrittive. Non vogliamo che arrivino positività negli ospedali».

COSA RIPARTE

Da oggi, infatti, è consentita l’erogazione di alcune prestazioni programmabili e non urgenti da parte delle strutture del sistema sanitario pubblico e privato, che erano state sospese a causa dell’epidemia. Lo ha stabilito la giunta, approvando anche le Linee guida a cui le aziende sanitarie dovranno fare riferimento per la riprogrammazione delle agende e delle prenotazioni (sospese e nuove), a partire dai ricoveri programmati e dall’attività ambulatoriale e territoriale, comprese visite ed esami.

«Anche se sappiamo bene che l’emergenza non è finita – affermano il presidente Stefano Bonaccini e l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini – è giusto guardare oltre e organizzare la fase 2 anche in sanità, proprio a tutela di tutti i pazienti. Sia chiaro: in questi messi niente si è fermato e il sistema sanitario, grazie a un grande lavoro organizzativo, ha continuato a lavorare a 360 gradi. Adesso, però, è il momento di impostare la graduale ripresa di tutte le attività avendo come obiettivo sempre la sicurezza di operatori, pazienti e cittadini».

LE PRESTAZIONI

Se la graduale riapertura delle attività di ricovero programmato vale per tutti (ma con la necessità di effettuare accertamenti preliminari), le prestazioni ambulatoriali invece potranno in questa fase rivolgersi ai soli cittadini emiliano-romagnoli, fino a quando non saranno rimosse dal Governo le limitazioni alla circolazione. Le aziende sanitarie dovranno comunque mantenere liberi e disponibili, per prudenza, almeno il 30% dei letti che sono stati aggiunti nei reparti di Terapia intensiva da inizio emergenza. Un piano anticipato nel tardo pomeriggio di ieri, oggetto di una nuova ordinanza regionale elaborata in serata che definisce nel dettaglio tutti i vari aspetti, dai vaccini per bambini e adulti fino ai punti prelievi, passando per gli screening tumori. —

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