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Emilia-Romagna, la Regione mette sul piatto 14 miliardi di investimenti per ripartire

Emilia-Romagna, la Regione mette sul piatto 14 miliardi di investimenti per ripartire

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REGGIO EMILIA  Quasi 14 miliardi di investimenti pubblici per incentivare la ripartenza dell'economia. Lo ha annunciati la Regione Emilia-Romagna, per una serie di settori che sono pronti per partire. «È un bazooka di investimenti - ha detto il presidente della Regione Stefano Bonaccini - spero ne arrivino tanti altri dall'Europa, ci mettiamo nella condizione che l'Emilia-Romagna oltre a chiedere, cerca di fare la propria parte. C'è un piano di scelte cospicue: in epoche recessive servono investimenti pubblici per far rigirare la ruota dell'economia».

Gli investimenti, come illustrato dall'assessore al bilancio Paolo Calvano, riguarderanno in particolare sanità, scuola, ambiente e territorio, mobilità e imprese, più il completamento della ricostruzione post sisma.

Gli interventi, illustrati dall'assessore Calvano, riguardano cinque assi, ai quali si aggiunge la ricostruzione post-sisma.

SANITÀ - Sono previsti 895 milioni, che andranno innanzitutto a finanziare i nuovi ospedali di Piacenza, Cesena e Carpi. Fondi anche per altri ospedali, per manutenzione, miglioramenti e opere antisismiche, e per le case della salute, oltre che per il nuovo hub di terapia intensiva e per l'uso di nuove tecnologie per i medici di medicina generale.

SCUOLA - Previsti per il 2020 447,5 milioni per l'edilizia scolastica e 46,3 per quella universitaria.

AMBIENTE E TERRITORIO - Nel 2020, 349,7 milioni sono stanziati per opere di difesa del suolo, con più di mille cantieri tra quelli già avviati e quelli pronti a partire, il sistema idrico integrato e la rimozione dell'amianto. A questi si aggiungono i 571 milioni di euro per l'agricoltura, di cui 320 milioni previsti per il sistema delle bonifiche, 235 per le strutture irrigue e 16 legati a interventi per la gestione dell'emergenza covid. C'è poi il capitolo legato all'efficientamento energetico, le piste ciclabili e i bus a basso impatto ambientale. Un capitolo riguarda poi la rigenerazione urbana e lo sviluppo delle aree interne.

MOBILITÀ - Il capitolo prevede investimenti per quasi sei milioni e mezzo. Nel 2020, 925 milioni sono destinati alle infrastrutture: la Campogalliano-Sassuolo, le tangenziali di Reggio Emilia, di San Cesario sul Panaro e di Noceto, la variante di valico, la terza corsia A14 tra Rimini e Cattolica, l'idrovia ferrarese, le infrastrutture ferroviarie per il porto di Ravenna e varie altre infrastrutture. Alle ferrovie e i mezzi pubblici sono invece destinati 544 milioni, fra rinnovo del parco mezzi, elettrificazioni e altre opere. Nel biennio 2021-2022, si aggiungeranno più di 5 miliardi tra infrastrutture (4 miliardi e 423 milioni) e ferrovie (584 milioni). Le opere principali riguarderanno l'hub portuale di Ravenna, il terzo lotto della tangenziale di Forlì e la quarta corsia tra Bologna e Ravenna. Senza dimenticare il passante di Bologna, la terza corsia fra Bologna e Ferrara e l'avvio dei lavori per la Cispadana.

IMPRESE - Per il sostegno alle imprese sono previsti un miliardo e mezzo circa. Fra le voci più significative di spesa il turismo (44 milioni per il lungomare fra Carrolica e Comacchio, poi alberghi e commercio) la casa (114 milioni per housing sociale, alloggi erp e riqualificazione urbana), cultura, impianti sportivi, agenda digitale. Altri 122 milioni serviranno per il tecnopolo di Bologna.

RICOSTRUZIONE - «Su questo capitolo - spiega Calvano - sono disponibili 2,2 miliardi, 2,2 miliardi, con l»obiettivo di completare la ricostruzione pubblica e privata nei prossimi tre anni«.

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