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«Fase 2 ma con prudenza In ambulatorio già in troppi»

M.P.
«Fase 2 ma con prudenza In ambulatorio già in troppi»

L’appello di Massimo Comunale dagli studi medici di “Medicina 2000” «Niente sarà più come prima nelle visite, basta attese ma appuntamenti»

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GUASTALLA

Il dottor Massimo Comunale, che lavora negli ambulatori della medicina di gruppo “Medicina 2000”, dove nelle scorse settimane sono state registrate positività al Covid tra gli operatori, sull’avvio della Fase 2 invita alla prudenza.

Sulla sua pagina Facebook, diventata una sorta di diario in questa pandemia, racconta i nuovi problemi che i medici come lui stanno affrontando: dai certificati di malattia alle troppe persone che già girano negli ambulatori. Intanto è rientrato al lavoro il primo medico di famiglia che si era ammalato ed era assente dal 6 marzo scorso.

Il problema ora sono i certificati di malattia. A marzo è cambiato cinque volte, spiega, il codice speciale che identifica i pazienti immunodepressi, da proteggere con isolamento domiciliare. Ruolo che toccherebbe all’ufficio igiene. Il sindacato dei medici di medicina generale invita gli stessi medici ad astenersi. L’Inps invece fa sapere che i certificati vanno bene e continueranno ad accettarli, ma questo vale solo per Reggio.

Qual è il rischio? «Potrebbero essere impugnati e già lo sono da datori di lavoro, poco disponibili – spiega Massimo Comunale – O potrebbero essere annullati per vizio di origine e conseguente danno economico del lavoratore, con denuncia del medico di famiglia». C’è poi il caso di un paziente di Guastalla che lavora in Piemonte e che presenta tutti i sintomi dell’infezione da Covid-19. Ha chiesto di fare il tampone ma nessuno lo ancora considerato perchè non è residente nel reggiano e in Piemonte nessuna struttura sanitaria lo cura. Lui ha chiesto di tornare a Guastalla ma che fare con l’autocertificazione dato che non si può viaggiare.

Comunale dal suo diario di Facebook lanci un appello alla prudenza sulla Fase 2: « La buona notizia è che ho comunicato le prime guarigioni dei miei pazienti, a 45 giorni dall’infezione. La cattiva notizia è la sensazione che troppa gente stia per mollare. Non fatelo, è pericoloso. Ho avuto un attacco di panico: ho contato 25 persone lungo le scale che portano agli ambulatori. Distanziamento sociale azzerato. Scellerati. Non è necessario venire in ambulatorio per le ricette. Le inviamo in farmacia e si ritirano: basta la tessera sanitaria azzurra. Non si viene in ambulatorio per avere notizie su riaperture di ambulatori o centri prelievo. Oggi sono garantiti solo gli esami urgenti, esami per donne in gravidanza, esami per pazienti oncologici. Tutto il resto è rinviato».

« Occorre sapere che niente sarà come prima – scrive – Addio alle adunate sediziose in sala d’aspetto. Addio alla gita settimanale dal dottore. Occorrerà prenotarsi e rispettare tutte le regole. Bisognerà prendere confidenza con piccoli strumenti, saturimetro, glucometro, spirometro. Ci sarà molta telemedicina, videochiamate. Sperimenteremo un nuovo metodo di lavoro anche se presenta già delle criticità come nei pazienti psichiatrici, di difficilissima gestione». —

M.P.

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