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Garantiamo liquidità alle aziende agricole Già erogati 55 milioni (33 nei prossimi mesi)

ALESSIO MAMMI
Garantiamo liquidità alle aziende agricole Già erogati 55 milioni (33 nei prossimi mesi)

L’assessore regionale risponde all’appello del vescovo Camisasca «Più tempo alle aziende per presentare domande e documentazioni» 

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L’assessore regionale all’Agricoltura risponde all’appello del vescovo che la Gazzetta ha pubblicato il 5 aprile.



ALESSIO MAMMI

L’emergenza Coronavirus sta rimettendo in discussione l’ordine delle priorità e dei valori della nostra società e della nostra economia. Ha ragione il vescovo Camisasca con il suo appello. Ci si sta rendendo conto di quanto sia vitale, per la salute e la sicurezza di tutti, investire nel nostro sistema sanitario e di welfare pubblico. Ma si riscopre anche il valore di un settore agricolo forte e strutturato capace di garantire sicurezza negli approvvigionamenti e qualità degli alimenti, a livello nazionale come europeo.

La Politica Agricola Comune, tuttora la principale voce di spesa del bilancio UE, nacque nel dopoguerra con l’obiettivo di garantire l’autonomia e la sicurezza alimentare del continente, la giusta remunerazione per gli agricoltori e cibo a prezzi accessibili per i consumatori. Ma si sono anche tagliate le risorse e qualche Paese propone di farlo anche per la prossima Pac. Si è perso un po’ di vista quello che era l’obiettivo originario della PAC, convinti forse che fosse completamente superato dalla globalizzazione degli scambi commerciali.

APPRENDERE DAGLI ERRORI

Dovremo apprendere da questi errori politici e culturali e sostenere con convinzione le politiche agricole a tutti i livelli. In queste difficili settimane in cui la nostra agricoltura e il sistema agroindustriale e distributivo non si sono mai fermati e hanno saputo garantire la fornitura di cibo a tutti gli italiani, torniamo a capire l’importanza di sostenere un settore che non a caso viene chiamato primario. Voglio ringraziare tutte le donne e gli uomini del mondo agroalimentare per il lavoro che stanno portando avanti e che consente a tutti noi di avere cibo e bevande di qualità tutti i giorni sulle nostre tavole.

I PRIMATI DI REGGIO

La provincia di Reggio-Emilia ha il fatturato agricolo più alto di tutta la Regione, sia in termini assoluti (quasi 700 M€) che in rapporto alla superficie agricola (6.800,00 € per ettaro). Oltre 4500 aziende agricole, imprese agroalimentari o vitivinicole affermate nel Mondo. Grande importanza hanno le produzioni zootecniche e vitivinicole che sono alla base di filiere agroalimentari di trasformazione che contribuiscono ulteriormente alla ricchezza e all’occupazione del nostro territorio, come la filiera del re dei formaggi, il Parmigiano-Reggiano, che coinvolge quasi 900 stalle e 88 caseifici, quella delle carni suine e quella dei vini a denominazione di origine. È grazie a queste filiere che Reggio-Emilia si classifica come terza provincia in Italia per fatturato derivante da prodotti DOP e IGP. Un’agricoltura quindi di valore e di qualità.

Come Regione abbiamo sostenuto fortemente questi comparti produttivi attraverso il bando del Programma di Sviluppo Rurale dedicato agli investimenti per i progetti di filiera che vedono coinvolti sia produttori e trasformatori attorno a comuni obiettivi di ammodernamento, incremento della competitività, sostenibilità e innovazione tecnica e organizzativa.

Nel settore zootecnico, tra latte e carni suine, abbiamo finanziato con oltre 10 milioni di euro 12 progetti per un totale di 86 aziende beneficiarie e un investimento complessivo di quasi 30 milioni di euro. In quello vitivinicolo 3 progetti con 41 aziende coinvolte e un contributo concesso di 1 milione di euro.

PESANTI CONTRACCOLPI

È indubbio che il settore agricolo, nonostante non si sia fermato, abbia comunque subito pesanti contraccolpi dalle misure restrittive connesse con l’emergenza Coronavirus. Oltre agli agriturismi, i comparti che hanno più sofferto sono proprio quelli dei prodotti DOP e IGP che hanno nei canali della ristorazione e nell’export i principali sbocchi di mercato. Ci sono poi stati all’inizio dell’emergenza degli ingiustificati blocchi commerciali e anche dei fenomeni speculativi.

Noi siamo prontamente intervenuti per segnalare questi fenomeni, ma abbiamo soprattutto preso misure, in accordo con le rappresentanze agricole regionali, per aiutare e sostenere le aziende.

La politica della Regione è stata quella di garantire liquidità senza ritardi accelerando, dove possibile, i tempi ordinari, immettere nuove risorse, semplificare le procedure.

Sul fronte della liquidità, nel primo mese dell’emergenza, abbiamo erogato alle aziende agricole 55 milioni di euro tra aiuti diretti, contributi del Programma di Sviluppo Rurale e OCM vino. Abbiamo poi trasferito on-line tutte le procedure per la concessione delle agevolazioni sui carburanti agricoli che solo a Reggio riguardano 4.200 aziende per un importo di 17 milioni di euro. E laddove non era in gioco della liquidità, abbiamo invece concesso più tempo alle aziende per presentare domande e documentazioni prorogando i termini dei bandi aperti.

PROCEDURE ACCELERATE

Ci impegniamo inoltre a erogare in modo anticipato le risorse della domanda unica della Pac accelerando il più possibile le procedure. Questa iniezione di risorse riguarderà oltre 4500 aziende agricole che riceveranno nei prossimi mesi oltre 33 milioni di euro.

Sempre sul fronte delle risorse abbiamo da poco emanato due nuovi bandi, uno da 12,6 milioni di euro per le imprese nelle zone montane e uno da 15,6 milioni di euro per la riconversione e ristrutturazione dei vigneti. Grandi opportunità per le aziende reggiane.

Per il futuro, l’emergenza coronavirus non ci deve fare perdere di vista anche le altri grandi sfide che dobbiamo affrontare, sia ambientali che interne allo stesso settore agricolo.

Le gelate tardive eccezionali di fine marzo e di inizio aprile, che hanno prodotto danni per più di 400 milioni di euro alle colture frutticole regionali, e questo inizio primavera siccitoso ci ricordano che l’emergenza climatica è una realtà con cui dobbiamo fare i conti. Dovremo sostenere l’agricoltura di precisione, risparmiare e non sprecare la risorsa idrica.

Occorre poi conservarla perché è un bene davvero prezioso. Nel territorio reggiano il bacino irriguo del torrente Enza, caratterizzato per la coltura dei prati stabili, soffre di un deficit idrico strutturale. A seguito degli accordi presi nel tavolo istituzionale con i portatori di interesse locali, la Regione ha affidato uno studio all’Autorità di Distretto del Fiume Po, che ci sarà consegnato a breve, per individuare i fabbisogni e gli interventi infrastrutturali necessari. Lavoro prioritario che dovremo portare avanti con impegno e concretezza.

Il cambiamento climatico favorisce anche fitopatie come quella della cimice asiatica che ha provocato ingentissimi danni nel 2019 alla frutticoltura e su cui ci siamo fortemente impegnati sia sul lato degli indennizzi alle aziende che su quello dello sviluppo di interventi di prevenzione e di lotta biologica. Nei prossimi mesi alle aziende colpite dalla cimice, nelle Regioni del nord, verranno distribuiti indennizzi per un ammontare complessivo di 80 milioni di euro.

non solo produzione e ambiente

Ci sono poi altre questioni a cui tengo molto. Dobbiamo aiutare le nostre imprese ad essere sostenibili, non solo a livello produttivo e ambientale ma anche economico. Senza reddito non sopravvivono e questo deve essere il filo conduttore degli interventi pubblici. Nelle filiere deve poi esserci equilibrio nella distribuzione del reddito. Poi c’è il tema del ricambio generazionale senza il quale non ci può essere futuro per il settore agricolo. E’ un ambito sui cui abbiamo investito notevolmente attraverso i bandi del cosiddetto pacchetto giovani che ci hanno permesso di erogare sul territorio reggiano 250 premi di primo insediamento per un contributo totale di 9,5 milioni di euro, l’importo più alto tra tutte le province. E’ in corso l’istruttoria del bando 2019 e un altro verrà emanato entro la fine dell’anno perché avvicinare giovani all’agricoltura resterà una priorità.

Infine, c’è il tema dell’innovazione indispensabile per rimanere competitivi, migliorare la sostenibilità delle pratiche agricole e adattarsi ai cambiamenti climatici.

La Regione Emilia-Romagna è quella che ha investito di più in Europa su questo fronte.

Molti dei progetti di innovazione finanziati hanno trovato proprio a Reggio-Emilia la loro ideazione ed applicazione grazie alla presenza di istituti di ricerca di eccellenza in campo agricolo e zootecnico come l’Università e il Centro Ricerche Produzioni Animali. Un’ulteriore dimostrazione di come l’agricoltura reggiana abbia radici profonde ma sguardo rivolto al futuro. La Regione Emilia Romagna sarà sempre al suo fianco. —

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