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Piano anticontagio della Chiesa reggiana 

Il protocollo di sicurezza in 13 pagine “riservate”

Il protocollo di sicurezza in 13 pagine “riservate”

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il documento

Il Protocollo di Sicurezza Anticontagio commissionato dalla diocesi di Reggio Emilia- Guastalla è stato realizzato da uno studio specializzato sulla sicurezza e l’igiene sul lavoro: Sil Engineering srl. Il documento è riservato e porta la data del 26 aprile. Giorno nel quale, in serata, il premier Conte non ha dato il via libera alla celebrazioni delle messe in sicurezza. Così come aveva chiesto anche la diocesi di Reggio attraverso la Conferenza Episcopale Italiana.

Il sommario delle 13 pagine del protocollo porta a sintesi le azioni: informazione ai fedeli che partecipano alla messa; modalità di ingresso in chiesa per la messa; modalità di svolgimento delle celebrazioni liturgica in chiesa; pulizia e sanificazione della chiesa; gestione dell’emergenza; attività in altri locali della parrocchia; il consiglio diocesano per l’emergenza Covid-19; autocertificazione del parroco/sacerdote celebrante; autocertificazione del responsabile anticontagio; segnaletica. Proprio la segnaletica proposta è la seguente: No assembramento; Evitare affollamenti in fila; Mantenere la distanza di 1,5 metri; Igienizzare le mani; Indossare la mascherina; Disinfettare le superfici; Numeri utili per emergenza; Altra segnaletica obbligatoria.

Nel protocollo è specificato che ogni ingresso in chiesa da parte dei fedeli potrà avvenire solo su prenotazione con assegnazione di un posto numerato e specifico. E la celebrazione della messa è consentita esclusivamente nelle chiese dichiarate conformi dal decreto dell’ordinario diocesano, previe opportune verifiche e della sottoscrizione dello stesso documento da parte del parroco o del sacerdote celebrante. —

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