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La gente farà la fila per un gelato? Io personalmente non la farei

AM.P.
La gente farà la fila per un gelato? Io personalmente non la farei

I titolari di molte gelaterie preannunciano che non assumeranno lavoratori stagionali 

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LE TESTIMONIANZE

«I reggiani faranno una coda di mezz’ora per un cono gelato? Io personalmente non lo farei, però spero di essere smentito». Giuseppe Damiotti è il titolare, insieme al socio Cristian Pederzoli, della gelateria K2 di via Guido da Castello, in pieno centro storico, che ricomincerà a servire al bancone il 4 maggio. «Da due settimane stiamo facendo le consegne a domicilio, che hanno avuto un discreto successo – ha raccontato Damiotti – o meglio stiamo perdendo una valanga di soldi, però le consegne ci consentono di sostenere le spese: paghiamo l’affitto e una dipendente, anche se noi titolari non guadagniamo nulla. Abbiamo una ragazza a tempo indeterminato e dagli 8 ai 10 dipendenti stagionali, che quest’anno temo non useremo». Per effettuare le consegne, ora funziona così: «Il cliente fa una prenotazione (per telefono o per messaggio), io accetto, preparo il gelato in un contenitore termico: il classico polistirolo viene messo dentro un altro contenitore più grande con piastre di ghiaccio e sigillato. Certo è macchinoso, ma ci siamo organizzati con mascherine, guanti, cuffie e camici monouso». Non sarà molto diverso dal 4 maggio. «Mantenendo le distanze e facendo entrare una persona per volta potremo servire al bancone. Vedremo se i cittadini aspetteranno in fila con pazienza il proprio turno: ho qualche dubbio. Un altro problema è che non c’è passaggio di gente: verrà solo chi abita qui vicino. E comunque noi continueremo a dedicare qualche ora al giorno alle consegne a domicilio (in fasce orarie da definire) perché questo ci permette di raggiungere i clienti anche non dell’esagono e di lavorare di più».

Ha osservato la chiusura totale la gelateria “La ciliegia” di viale Regina Margherita, di fianco al Conad Le Vele, specializzata in sorbetti alla frutta e a conduzione familiare. «Siamo in cinque – ha spiegato Gianluca Simonini – di solito assumiamo due dipendenti in estate, ma quest’anno lavoreranno le mie figlie. Non ho ancora capito cosa si può fare e cosa no, ci hanno dato informazioni contraddittorie. Ormai abbiamo deciso di riaprire in maggio».

Ha un’ampia distesa la gelateria Pacifico di via Franzini, gestita dai soci Giorgio Saccani con la moglie Maria Cristina Orlandini, Andrea Forghieri e Giacomo Lancellotti. «Stamattina eravamo convinti di iniziare a fare l’asporto, invece il commercialista ci ha detto che non si può fare – ha raccontato Saccani –. Da subito abbiamo fatto le consegne a domicilio (senza sovrapprezzo) per sopravvivere: la gente vuole il gelato anche a casa, io sto in laboratorio e i miei soci girano. Perlomeno non mi uccido sul divano tutto il giorno». Secondo Saccani «il lavoro è diminuito di un terzo, ma nella sfortuna il Pacifico è in una posizione strategica (tra una farmacia e un supermercato) e il giro non manca». Come vede la ripartenza? «La vedo triste. Qui c’è uno spazio esterno enorme, abbiamo già distanziato le sedie calcolando le distanze ma potrebbe essere inutile». —

AM.P.

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