Gazzetta di Reggio

Reggio

Lite violenta 

Sfregiato al volto con cocci di bottiglia in un capannone delle ex Reggiane

Ambra Prati
Sfregiato al volto con cocci di bottiglia in un capannone delle ex Reggiane

Un 30enne nigeriano aggredisce un connazionale “colpevole” di essere entrato senza motivo nella sua stanza 

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REGGIO EMILIA

È stato lo stesso aggressore ad allertare le forze dell’ordine, ammettendo di avere sfregiato un connazionale che era entrato nella sua stanza, usando la bottiglia di vetro che il connazionale teneva in mano mentre lo copriva di insulti. Così un nigeriano di 30 anni, incensurato e in regola con il permesso di soggiorno, è stato denunciato dalla polizia di Stato per il reato di lesioni dolose gravissime aggravate.

L’ennesimo episodio di violenza è accaduto alle Reggiane, l’area industriale di via Agosti diventata alloggio abusivo dei senzatetto e nell’ultima settimana tornata alla ribalta della cronaca nera perché teatro di furti e aggressioni tra fazioni, l’ultima delle quali ha portato all’arresto di un gambiano autore di due rapine a donne sole.

Questa volta la richiesta arriva alle 21.10 di domenica sera, quando il 118 chiede l’ausilio della polizia di Stato: un’ambulanza si stava infatti recando alle Reggiane perché era stata segnalata una persona ferita e in stato di incoscienza all’interno di uno dei capannoni. Arrivati sul posto gli agenti della Squadra Volante sono subito avvicinati da un giovane, lo stesso che aveva chiamato la centrale operativa. Si tratta di un nigeriano di 30 anni: alla polizia racconta di avere avuto un diverbio, passato poi alle mani, con un connazionale che era entrato nella sua stanza, con tutta probabilità ubriaco e con una bottiglia di birra in mano, provocandolo e accusandolo di non è ben chiaro quali soprusi. Al culmine della lite il 30enne strappa la bottiglia alla vittima e gliela spacca in faccia, sfregiandolo. Quest’ultimo, ancora a terra e soccorso dai sanitari, presenta un profondo taglio sulla guancia destra con una perdita copiosa di sangue: il ferito viene quindi caricato sull’ ambulanza e trasportato al pronto soccorso dell’Arcispedale. La vittima rimedierà un mese di prognosi con la prospettiva di doversi portare permanentemente una cicatrice sul volto. Da parte sua, l’aggressore ammette le proprie responsabilità, affermando di aver agito sotto l’impeto della rabbia perché provocato dall’altro, che aveva invado il suo spazio. Una versione confermata dai compagni di stanza, usciti in tutta fretta quando i toni dello scontro si erano alzati. Terminati gli accertamenti di rito, il 30enne è stato portato in questura dove è scattata la denuncia. —





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