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«Siamo a un passo dalla rivolta il governo deve farci riaprire»

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REGGIO EMILIA

«Uno slittamento della riapertura delle imprese di acconciatura ed estetica a giugno è intollerabile. Rappresenta una condanna a morte per l’intero settore».

Sono le parole di Andrea Guerrieri, presidente Cna Benessere e Sanità, dopo il discorso pronunciato dal presidente del consiglio Giuseppe Conte. «Il nostro settore, con 135mila imprese e oltre 260mila addetti, partecipa in maniera determinante all’economia italiana. È incomprensibile come nei nostri confronti ci sia una totale disattenzione da parte del governo – incalza Guerrieri –. La Cna chiede che acconciatori ed estetiste possano riprendere a breve la loro attività. Il comparto, a tutela di clienti e dipendenti, può già offrire tutte le garanzie necessarie a riaprire saloni di acconciatura e centri estetici nella massima sicurezza, rispettoso delle più rigorose norme e procedure igienico-sanitarie. Se il governo ritiene che debbano essere definite ulteriori condizioni, che le definisca da subito per consentire di riaprire al più presto».

La situazione è inaccettabile anche per Lapam Confartigianato: «Con senso di responsabilità – sostiene Giancarlo Santunione, presidente di Lapam Confartigianato Benessere – abbiamo elaborato e presentato proposte dettagliate su come tornare a svolgere queste attività osservando scrupolosamente le indicazioni delle autorità sanitarie su distanziamento, dispositivi di protezione individuale pulizia, sanificazione. Proposte che penalizzano fortemente le nostre possibilità di ricavo, ma che abbiamo formulato perché siamo consapevoli al momento della loro necessità. Non abbiamo ricevuto alcuna risposta».

Duro l’attacco di Cna e Lapam Confartigianato all’abusivismo: «Più sarà ritardata l’apertura dei saloni – afferma Guerrieri – più sarà inevitabile l’aumento di parrucchieri ed estetiste a domicilio, come abbiamo denunciato già un mese fa. E in questo modo si mette a rischio la salute di tutti, non solo di clienti e operatori. I nostri saloni rispettano le norme igienico-sanitarie, le abitazioni private non possono garantire queste condizioni». «Del resto – incalza Santunione – al primo giugno cosa potremo fare di più rispetto ad oggi in termini di sicurezza? Si può far stare fermi migliaia di lavoratori, con costi continui e ricavi azzerati per gli interi mesi di marzo, aprile, maggio? No, non ci stiamo. Finora siamo stati alle regole, ma la prospettiva di un altro mese e più di fermo obbligato non l’accettiamo. In questo modo le uniche attività che resteranno aperte saranno quelle abusive...».

«Le imprese – conclude Guerrieri – non riusciranno a resistere ancora per moltoLa disperazione si sta trasformando in rivolta. Chiediamo al governo di lanciare un messaggio immediato rassicurando le imprese sulla definizione di una prossima, e certa, riapertura —

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