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A Reggio Emilia nove contagiati ma altri 10 decessi in un solo giorno

Enrico Lorenzo Tidona
A Reggio Emilia nove contagiati ma altri 10 decessi in un solo giorno

Venturi: «Record di tamponi, oltre 7.600 in 24 ore» Vecchi annuncia la riapertura dei parchi per il 4 maggio

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Enrico Lorenzo Tidona

REGGIO EMILIA

Altri dieci decessi a Reggio Emilia in 24 ore mentre i nuovi contagiati sono soltanto nove. Resta un bilancio in chiaro scuro quello sulla nostra provincia, salvo la discesa complessiva dei casi di infezione a livello anche regionale. L’ultimo bollettino rilasciato ieri dal commissario Sergio Venturi vede l’Emilia-Romagna in miglioramento dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, 24.914 casi di positività, 252 in più rispetto a lunedì. Le nuove guarigioni sono 433 (9.439 in totale) mentre i test effettuati hanno raggiunto quota 172.589, 7.610 in un solo giorno.

TAMPONI RECORD

«Un record di tamponi» rivendica Venturi: «So che abbiamo promesso di arrivare a 15mila tamponi al giorno e ci arriveremo. Qualcuno ci dice di prendere esempio dalla Calabria. Io prendo esempi volentieri da chiunque ma possiamo dire che ci siamo dovuti prendere cura di due emergenze diverse. Con 7.610 tamponi in un giorno eguagliano i numeri del Veneto per la prima volta. Veneto che riesce a prodursi i reagenti per conto proprio, mentre noi lo facciamo con grandi sforzi. Basti pensare che due mesi fa per fare 7mila tamponi ci mettevamo tre settimane».

LUCI E OMBRE

A Reggio resta alto quindi il numero dei decessi (il totale sale a 510), il più alto in giornata in termini assoluti in regione, «degno di nota e grande attenzione» come ricordato ieri dal sindaco Luca Vecchi, che si riduce però nella portata se raffrontato al numero dei tamponi e rispetto alla media regionale nel lungo periodo. In 24 ore sono morte con il Covid-19 nove donne e un uomo, la più giovane di 56 anni, la più anziana era una donna di 101 anni. «In regione la mortalità in percentuale rispetto alla popolazione residente è dello 0,75 per mille, mentre è dello 0,9 per mille a Reggio, dell’1,4 per mille a Parma mentre a Piacenza è al 2,2 per mille. Questo fa constatare l’aggressività del virus nei territori» ricorda Vecchi.

Venturi, da parte sua, ha messo in risalto il dato sul coefficiente d’infettività, un parametro che sotto l’1 permette di poter considerare il contagio contenibile: «Oggi siamo in regione a uno R0 dello 0,5, un margine significativo per presentarci in regola alla fase 2. Ma soprattutto è fondamentale aver avuto meno malati effettivi rispetto a ieri. Sono infatti in netto calo i casi attivi, e cioè il numero di malati effettivi a oggi: -222 rispetto a ieri, cioè 12.003 contro 12.225.

PARCHI RIAPERTI

L’evoluzione in calo dell’epidemia permette quindi di portare avanti la fase 2, come anticipa Vecchi, che a Reggio farà riaprire i parchi dal 4 maggio.

Indicazione giunta dal Governo ma sulla quale i sindaci hanno l’ultima parola. «Ma niente assembramenti, grigliate o altro – ha detto il sindaco di Reggio – Li riapriamo sulla fiducia e perché mi sembrano giusto visto che è consentito lo sport individuale».

Case di riposo

Resta costante l’attenzione per Rsa e Cra da parte della Regione e delle Usl, vista l’incidenza dei casi che hanno colpito soprattutto le case di riposo, come ricordato ieri da Venturi. «Non mi preoccupano le richieste di commissione d’inchiesta. Dobbiamo essere i più trasparenti del mondo» è stata la dichiarazione effettuata poco prima dal governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, al termine del suo intervento di replica in assemblea legislativa durante il dibattito sull’emergenza Coronavirus. «Sappiano i consiglieri – ha detto Bonaccini – che non c’è nessuna volontà da parte nostra di non andare ad affrontare il tema della gestione della sanità pubblica e tutto il tema delle Rsa e delle Cra, anche se non le gestiamo noi. Dobbiamo essere i più trasparenti del mondo».

Dunque, afferma il presidente, «non mi preoccupa che si vadano a scandagliare le responsabilità e che si vada a chiedere conto per quello che è accaduto. Non mi permetto certo di dire che non ho sbagliato nulla, chissà quanti errori ho fatto. Però lo si faccia nella consapevolezza che stiamo facendo tutto il possibile per ridare futuro all’Emilia-Romagna».

SEMPRE PIù GUARITI

Un dato sempre più confortante è quello sulle persone complessivamente guarite che in Regione salgono a 9.439 (+433): 2.687 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 6.752 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi. Proprio il riconoscimento degli asintomatici, ricorda Venturi, resta una delle difficoltà presentate da questo virus. —

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