Gazzetta di Reggio

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IL CARDINALE CAMILLO RUINI 

«Così il Governo si è arrogato competenze che non sono sue»

Già presidente della Cei e vescovo ausiliare di Reggio, dice che  «le autorità non possono  avere mano libera»

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ROMA

«L’eucaristia per i credenti è anzitutto un bisogno, il bisogno del pane della vita. Il Papa ha dato voce a questo bisogno che riguarda tutta la Chiesa. Purtroppo il governo, nell’ultimo decreto della Presidenza del Consiglio, ha disatteso questo bisogno, arrogandosi competenze non sue riguardo alla vita della comunità cristiana. Bene ha fatto quindi la Conferenza Episcopale a protestare con forza. Ora il governo ha il dovere di rivedere le sue posizioni». Lo afferma il cardinale Camillo Ruini, ex presidente della Cei, già vescovo ausiliare di Reggio Emilia, originario di Sassuolo, in una intervista al Giornale. «Nel caso di una pandemia sono inevitabili delle restrizioni della nostra libertà, per limitare il contagio. Questo però non significa che le pubbliche autorità abbiano mano libera nel limitare o addirittura sopprimere, sia pure temporaneamente, le libertà che ci appartengono in quanto persone e che in Italia sono anche costituzionalmente garantite. A questo riguardo dobbiamo tutti vigilare». «Vorrei che da questa pesante esperienza l’Italia - cioè tutti noi italiani - impari a essere più solidale, anche quando il coronavirus sarà passato» sottolinea e interrogato sull’Europa dice: «Da molto tempo l’Europa non è più un esempio di tutela del diritto alla vita, come del valore della famiglia. Lo scoppio di questa pandemia ha fatto nascere nuove tentazioni, come quella dell’immunità di gregge, che prevede di sacrificare molte vite per non limitare le attività economiche e produttive. Nel complesso però questa tentazione è stata respinta: la coscienza della gente rifiuta infatti scelte di questo genere». —

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