Gazzetta di Reggio

Reggio

È morto a 69 anni Mario Monducci ex deputato e commercialista

Ambra Prati
È morto a 69 anni Mario Monducci ex deputato e commercialista

Un infarto l’ha stroncato lunedì notte nella sua abitazione Il figlio Stefano: «Ha sempre messo in prima linea l’etica» 

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REGGIO EMILIA

Il mondo della politica ma non solo piange la scomparsa di Mario Monducci, 69 anni (ne avrebbe compiuti 70 tra pochi giorni, il 2 maggio), personalità di spicco nella vita cittadina. Il commercialista, ex deputato del Partito Repubblicano, per quasi tre decenni in consiglio comunale nelle fila dell’opposizione, si è spento nella notte tra lunedì e martedì stroncato da un infarto. Il malore lo ha colto all’una nella sua abitazione di via Dante Alighieri 2. I familiari hanno allertato il 118 e i sanitari di Croce rossa e automedica hanno tentato di rianimarlo, invano: all’arrivo all’arcispedale il suo cuore non batteva più.

«Il sovrappeso ha fatto sì che soffrisse di diabete e di problemi circolatori – ci spiega il figlio Stefano –. Noi familiari sapevamo che poteva accadere, ma quando succede si è sempre impreparati».

Laureato in Giurisprudenza all’Università di Modena, Mario Monducci ha sostenuto l’esame per diventare avvocato ma ha capito ben presto che non era la sua strada: ha messo nell’armadio la toga e ha seguito le orme del padre Elio, uno dei primi commercialisti in città, aprendo lo studio in via Roma 21, di fianco agli uffici dell’avvocato Romano Corsi. A partire dal 1973 e fino al 2015, quando lo studio è stato chiuso, come commercialista è stato un punto di riferimento per enti ed istituzioni. «Era un uomo del Popol Giost nonché un abitudinario – racconta il figlio Stefano –. La sua sagoma inconfondibile la si vedeva spesso in via Roma e via Dante, dove frequentava la pasticceria Boni e il ristorante “Il Condor” quasi giornalmente, per pranzare ma anche per stare in compagnia».

Ma la stella polare di Monducci è stata la politica. «Diceva sempre di divertirsi in politica, era il suo grande amore. Ha fatto delle scelte dettate dal cuore e dall’onestà intellettuale, ha messo in prima linea valori ed etica; il che a mio avviso non gli ha consentito di fare carriera», prosegue il figlio. Alla domanda se è vero, come ha affermato l’amico Del Bue, che negli ultimi Mario è stato abbandonato, Stefano replica così: «Come figlio io mi porto a casa solo bei ricordi. L’unica nota polemica che mi permetto di aggiungere è che la città non l’ha valorizzato come avrebbe meritato: lui ha fatto scelte controcorrente, ma Reggio avrebbe potuto “sfruttarlo” in maniera più utile. Gli ultimi anni per lui sono stati caratterizzati dal disinnamoramento politico: era deluso, aveva nostalgia per la politica dei suoi tempi, cioè con toni accesi ma rispettosi dell’avversario. Non a caso Marco Eboli, un suo acerrimo “nemico”, in realtà nella vita privata era un caro amico».

Oltre alla politica, innumerevoli i suoi interessi. A partire dallo sport: «Amava l’hockey su pista, uno sport di nicchia come il suo carattere: ha portato la sua squadra Amatori Reggio a giocare in serie A1 per diversi anni e a disputare le coppe europee. Un’altra passione era il Vicenza Calcio, squadra quotata quand’era bambino; troppo facile tifare per Juve o Milan, mio padre è rimasto fedele a questa squadra di provincia. Uno o due volte all’anno andavamo insieme allo stadio del Vicenza». E ancora «tantissime letture, una propensione per la storia: soprattutto per la rivoluzione francese, sapeva tutto di Robespierre e della seconda guerra mondiale, anche perché suo zio Glauco (partigiano premiato dallo Stato americano) fu protagonista sulle colline di Albinea di un attacco contro i nazisti sul quale Matteo Incerti (M5s) ha scritto un libro». Uomo pubblico, tra gli aspetti più nascosti di Mario Monducci c’era «la dolcezza, evidente nel suo essere un nonno premuroso. Poteva sembrare burbero e serioso, ma conoscendolo era contraddistinto da grandissima dolcezza, attenzione verso gli altri e soprattutto per i più deboli: è ciò che mi ha sempre più inorgoglito di lui».

Il figlio Stefano vuole ringraziare i tanti che gli hanno mandato messaggi di cordoglio. «Sui social c’è stata un’ondata di affetto. Mi ha scritto il sindaco, che mio papà stimava, l’ex assessore Matteo Sassi, il suo migliore amico d’infanzia Giorgio Cimurri, Mauro Del Bue e tanti altri”. Mario Monducci lascia nel dolore la moglie Isabella, i figli Stefano e Francesco, i nipoti Frida di 11 anni e Matteo di 2 . —



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