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L’omaggio del sindaco alle vittime dell’amianto

L’omaggio del sindaco alle vittime dell’amianto

Cerimonia solitaria per Emanuele Cavallaro sotto la pioggia davanti al monumento: «La sicurezza sui luoghi di lavoro sia priorità»

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Una cerimonia in solitaria, ma non per questo meno toccante. Anzi. È quella che si è tenuta eri e che ha visto protagonista il sindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro al parco dei Paduli, nel giorno dedicato alle vittime dell’amianto.

«Ho deposto la corona di Afeva Emilia Romagna APS alla stele dedicata alle vittime dell’amianto posta al parco di via De Gasperi: è la giornata mondiale del loro ricordo. Anche in giorni così particolari è necessario non dimenticare le vittime – scrive sulla sua pagina Facebook – Concittadini rubieresi, reggiani, che non hanno fatto altro che andare al lavoro o respirare “l’aria sbagliata”. Il dilemma tra lavoro, benessere e salute attraversa gli anni di battaglia giudiziaria e pubblica sull’amianto. Un ex lavoratore me l’aveva sintetizzata così, qualche anno fa: “Si sapeva che era pericoloso. Ma dovevi scegliere tra morire di fame di sicuro e morire forse di malattia. Cosa fa, uno che ha famiglia?”». «Quanto questo interrogativo sia attuale e drammatico, anche nel momento che stiamo attraversando, è palese davanti alle coscienze di tutti. La sicurezza sui luoghi di lavoro, anche quelli che ripartono in questi giorni di “cambio di fase”, dev’essere la priorità delle priorità».

A Rubiera, il tema dell’amianto è molto sentito. Per quelle 47 morti a causa dell’esposizione al materiale poi bandito.

Nel gennaio scorso, è arrivata la notizia del rinvio a giudizio per omicidio volontario multiplo per il magnate svizzero Stephan Schmidheiny. Il proprietario della multinazionale che ha prodotto per decenni l’ Eternit a base di amianto, il 27 novembre prossimo, dovrà affrontare il processo in Corte d’Assise, a Novara. Deve rispondere dell’accusa di avere provocato la morte di ben 392 persone.

Una vicenda dolorosa e tragica che coinvolge anche il territorio reggiano e in particolare Rubiera, dove a lungo ha operato uno stabilimento per la lavorazione dell’amianto. —

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