«Ci sentiamo più soli senza il suo entusiasmo»
REGGIO EMILIA
Gigi Bolondi, professore dell’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna, ricorda l’amico Monducci. «Ci eravamo sentiti pochi giorni fa al telefono con la promessa di vederci appena possibile a San Polo, come sempre fin da quando eravamo bambini. Sono certo che la città di Reggio vorrà onorare questo suo figlio buono e generoso nel modo più adeguato e come merita. Vorrei però aggiungere il ricordo di un amico. Quando ci si conosce da bambini e si rimane amici per tutta la vita, a dispetto della lontananza fisica significa che c‘è qualcosa di più, qualcosa che è difficile da spiegare, ma che rappresenta la vera essenza dell’amicizia, sentimento molto raro e prezioso, oggi più che mai. Mario, aldilà delle tante soddisfazioni che ha avuto, ha avuto anche tanti dispiaceri e delusioni da parte di persone a cui ha voluto bene e che pensava gli volessero bene. Dispiaceri che non meritava, che però non gli hanno mai tolto la sua bonomia, la sua affabilità e l’entusiasmo contagioso che profondeva in ogni sua iniziativa. Oggi ci sentiamo più soli. Abbiamo perso il baricentro della nostra giovinezza, con tutti gli entusiasmi, le speranze e anche le illusioni che abbiamo coltivato insieme». —
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