Gazzetta di Reggio

Reggio

Il miracolo di Emma Maria Guarisce dal virus a 94 anni e si riprende grazie alle foto

ROMANO GIANNINI
Il miracolo di Emma Maria Guarisce dal virus a 94 anni e si riprende grazie alle foto

Il racconto del cognato dell’anziana, ricoverata da tempo a Villa Erica Nonostante le premurose cure, la donna si stava lasciando andare 

3 MINUTI DI LETTURA





LA STORIA

ROMANO GIANNINI

Miracolo a Villa Erica. Attaccata dal virus, guarisce ma si lascia andare, va in depressione, non vuole più alzarsi dal letto e rifiuta anche il mangiare. Sono due mesi che non vede nessun familiare e non parla. Nonostante le cordiali e premurose cure dei medici, infermieri e inservienti, non vuol sentir ragioni. Non reagisce e sembra spacciata. Il dottor Daniele Rossi, medico di Villa Erica, parla con mia figlia e insieme studiano un piano per darle una scossa come un elettroshock.

E voilà, il miracolo!

Mia figlia Monica raccoglie, in un album montato in pochissimo tempo, una cinquantina di foto aggiungendovi le didascalie con indicazione di qualche espressione dei familiari, nipotini compresi. Lo consegna al medico fuori dalla struttura, ringrazia e saluta. La reazione non tarda ad arrivare. Sono bastati gli sguardi e qualche didascalia sulle prime foto, e il contemporaneo rientro di alcune bravissime infermiere affezionate ad Emma Maria e la zia si è seduta sul letto per fare colazione e oggi, dopo tutto questo tempo in isolamento, è andata al tavolo per mangiare.

È riuscita anche ad avere un contatto con noi: le infermiere prima di mangiare le hanno messo in mano un telefonino. Si è messa davanti allo schermo e ha potuto vedere e scambiare qualche parola con i suoi. Non è il caso di sottolineare le emozioni e qualche singhiozzo vissuti in quei momenti. Evviva! Da domani potremo continuare a fare questi collegamenti per ritornare alla quasi impossibile normalità. Tutto, ahimè, sta cambiando! Come fai a non credere ai miracoli o quanto meno a qualcosa che c’è ma non si vede ed è difficile anche da scrivere?

La protagonista di questo breve racconto si chiama Emma Maria Mannozzi, ha 94 anni ed è mia cognata. Fa parte della mia famiglia da oltre sessant’anni, da quando nel 1956 mi trasferii al nord dalla mia Cecina. E ha fatto anche la “tata” per i figli e per i nipoti guadagnandosi molto amore e affetto da tutti, grandi e piccini. È quasi guarita e non appena sarà finita questa “condanna”, potrà riabbracciare tutti i suoi cari che sono tanti e pieni d’amore per la “zia Anna” come l’abbiamo sempre chiamata. Dopo la cronaca di questo miracolo mi permetto di aggiungere, in punta di piedi, un mio pensiero personale.

Sono convinto che quando una persona anziana, che sta passando l’inverno della vita in qualche struttura, lontana dagli affetti che l’hanno accompagnata per molto tempo, viene colpita da una grave malattia come quella di questi tempi ed entra nel “frullatore”, difficilmente ne esce. La ragione è molto semplice. Il non vedere e sentire per giorni e giorni nessun familiare rimasto a casa la porta a pensare che è arrivato “quel momento” e si lascia andare come stava per lasciarsi andare anche Emma Maria. Per continuare a vivere occorre ben altro. La voglia di restare al mondo conta molto spesso più delle medicine e chi questa voglia la perde non trova rimedio alcuno.

E per finire ribadisco la mia convinzione che almeno il 50% dei vecchi muoiono perché non ce la fanno a lottare e si sentono ormai soli e abbandonati, anche se clinicamente guariti. Non sono un medico e neppure uno psicologo o psichiatra ma ho 85 anni e ho vissuto intensamente per conoscere molto bene gli uomini e la vita. Ad un certo punto non si ha più voglia di andare al super mercato a far vedere di essere ancora vivi.

E se inizi a stare in casa è finita. Se poi vivi in una struttura, anche se a 5 stelle, sei sempre un recluso senza la tua libertà e senza il calore quotidiano dei tuoi affetti. Sopporti il cammino che ti rimane da vivere senza poter oltre sognare e continui a vegetare. —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google