Inventa l’app per i condomini e cerca sponsor per brevettarla
Campegine, l’ideatore è Piergiorgio Ferrari, titolare della Effepi e consulente immobiliare: «Ho tentato di partecipare a un bando della Regione, dopo mezz’ora era chiuso»
CAMPEGINE. Si chiama CondApp ed è un’applicazione pensata per semplificare ed eseguire a distanza, rendendo condivisibili atti e documenti, la vita condominiale, con la possibilità aggiuntiva di mappare i positivi, i contagiati o le persone in quarantena all’interno di una palazzina. L’ideatore è Piergiorgio Ferrari, ex candidato vicesindaco nella formazione guidata da Daniele Menozzi (perdente alle ultime elezioni), che dopo aver tentato invano di accedere ai fondi regionali ora cerca un imprenditore o una fondazione disponibili a finanziare il brevetto “made in Reggio”.
Ferrari è un consulente immobiliare: la sua società, Studio Effepi Srl, gestisce tra l’altro centri commerciali e condomini. «Quando la Regione ha indetto un bando per finanziare fino ad un massimo dell’80% dei “Progetti di ricerca e innovazione per lo sviluppo di soluzioni finalizzate al contrasto dell’epidemia di Covid-19 (i requisiti indispensabili sono l’innovazione e il contrasto alla pandemia, ndr), ho pensato che tante persone vengono da me per portarmi copie di documenti o perfino per pagamenti: tutta una serie di adempimenti quotidiani che si potrebbero espletare in modo semplice e rapido grazie alla tecnologia. Secondo la legge noi amministratori siamo già detentori di dati personali e sensibili, ma l’utilizzo è poco funzionale».
Ferrari si è messo a studiare e ha sviluppato un’App. «Funziona in open source, cioè i meta dati sono disponibili gratis per gli amministratori condominiali e i condomini a livello nazionale».La App consente da una parte di gestire con trasparenza e senza muoversi le pratiche burocratiche e di rendere più attivo il ruolo dei singoli condomini. «Ad esempio – prosegue Ferrari – se si apre un sinistro dell’assicurazione, ora io devo far arrivare i documenti al condomino e far uscire il tecnico e passa parecchio tempo, mentre con l’applicazione si condividono i documenti senza doversi muovere, riducendo i contatti personali».
Un altro esempio: con la App agganciata alla carta di credito il singolo residente può pagare con un click le spese condominiali. Un ulteriore sviluppo della App è la possibilità «di farla dialogare – dice Ferrari – con il sistema sanitario nazionale (tipo App Immuni) – spiega per identificare all’interno del condominio i contagiati, i positivi o gli ammalati: così si aiuterebbe il monitoraggio dei casi da Coronavirus».
Quando è scattato il giorno fatidico della presentazione delle domande, però, Ferrari ha avuto un’amara sorpresa. «Il 27 aprile scorso si aprivano le richieste di finanziamento, rivolte a Pmi e laboratori di ricerca, sul portale Sfinge 2020 della Regione, ma non sono riuscito a collegarmi. Il portale ha aperto alle 10: alle 10.32, mezz’ora dopo, era già chiuso, per esaurimento del plafond (6 milioni di euro). Da Bologna mi hanno detto che le domande sono state presentate soprattutto da imprese, escludibili per mancanza di requisiti, perciò il bando potrebbe riaprire». Non volendo aspettare con le mani in mano, Ferrari si rivolge al mondo imprenditoriale locale: «Se c’è qualcuno disposto a finanziare la App ho già la software house pronta: manca solo la base economica per partire, meno di 50mila euro».
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