Allegretti: «Sconti su tasse a negozianti ed esercenti»
Braccio di ferro sui tributi tra centrodestra e amministrazione comunale La sindaca Verona: «La liquidità serve per continuare a garantire i servizi»
GUASTALLA
Braccio di ferro sui tributi da pagare in tempo di coronavirus tra la minoranza di centrodestra e amministrazione comunale.
Vanni Allegretti, consigliere di “Centrodestra per Guastalla”, il 26 marzo scorso, durante il consiglio comunale svoltosi in forma telematica, aveva presentato due interpellanze per chiedere all’amministrazione comunale di sospendere il pagamento dei tributi ai commercianti a causa della chiusura dei negozi ed esercizi pubblici imposti dal governo per fronteggiare il contagio da Covid-19.
Il consiglio ha bocciato a maggioranza le due interpellanze. «Ho posto il problema – ha insistito Allegretti – perché sapevo che ad aprile la situazione sarebbe peggiorata sia per gli esercizi pubblici, bar, ristoranti, pizzerie che per i negozi. La sindaca Verona e la sua maggioranza Pd ha respinto la nostra richiesta di sospendere i tributi fino alla fine dell’emergenza sanitaria. Invece lo “sforzo” dell’amministrazione comunale è stato limitato alla sola Tari con spostamento di un mese. Ho ricordato che il Comune di Guastalla è ricco con i conti a posto e potrebbe spostare i pagamenti anche di un anno. I commercianti chiedono un aiuto in primis al Comune di Guastalla tra cui riduzioni fiscali e tributi spostati di almeno sei mesi oltre agli aiuti dal governo. Nonostante tre decreti ancora non arriva niente». Allegretti critica anche la gestione complessiva dell’emergenza: «Nei supermercati locali – ha detto – ci sono code».
Immediata la replica della sindaca, Camilla Verona: «Le code davanti ai supermercati ci sono dappertutto. Ma vedo che le persone sono ben distanziate e indossano le mascherine. Non possiamo certo impedire di far spesa o mandare le forze dell’ordine ad organizzare le file che ripeto mi sembrano composte».
«Il signor Allegretti non ha contezza di cosa sia un bilancio comunale. La questione è strettamente finanziaria ed un Comune non può andare in rosso né chiedere prestiti in banca così come farebbe un’azienda – ha continuato il primo cittadino guastallese –. Tutti i Comuni sono nelle stesse condizioni e per fare proroghe lunghe è necessario che Governo e Regione consentano agli enti locali di avere la liquidità necessaria a garantire i servizi che offriamo e dobbiamo continuare ad offrire, mi riferisco in particolare al pagamento dei fornitori e dei dipendenti e a tutti i sostegni che in forme diverse noi garantiamo alle fasce più deboli. Ricordo poi che non faremo pagare le rette per i servizi 0-6 e restituiremo la quota dei giorni non fruiti per il mese di febbraio; a tal proposito l’ente continua a sostenere i costi fissi (dipendenti, manutenzioni, eccetera) di questo periodo di chiusura. La Tari che noi oggi stiamo riscuotendo, prorogata al 30 aprile, è relativa ai servizi del secondo semestre 2019 che già abbiamo pagato a Sabar. Ora – conclude Verona – il Comune sta già provvedendo al pagamento per il 2020». —
M.P.
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