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SAN POLO, NELLA CHIESA DI PONTENOVO 

Oggi il rito di don Bogdan «Maria ci protegga da questa pandemia»

D.S.

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SAN POLO

Come ai tempi del colera, per combattere il coronavirus San Polo si affida alla sua protettrice, la Beata Vergine del santuario di Pontenovo. Il registro dei battezzati della parrocchia di San Polo riporta la vicenda accaduta nel 1855 quando scoppiò l’epidemia del colera e arrivò ben presto anche a San Polo. In breve tempo morirono 56 persone. Don Pietro Govi, custode del santuario di Pontenovo, fece fare pubblica penitenza e voti alla Madonna di Pontenovo: il morbo cessò quasi immediatamente.

La cerimonia di affidamento alla Madonna avverrà oggi alle 11.30 nella chiesa di Pontenovo; la officerà don Bogdan Rostkowski, parroco delle Terre del Perdono che comprendono i Comuni di San Polo e Canossa, alla sola presenza dei rispettivi sindaci, Franco Palù e Luca Bolondi, e del comandante della locale stazione dei carabinieri, il maresciallo capo Giovanni Tondo. Tutto ciò «affinché Maria, come già in passato, si faccia sempre più materna protettrice delle nostre terre e ci custodisca in questo periodo di pandemia», come spiega il parroco, che leggerà un vero e proprio atto di affidamento alla Beata Vergine.

Nella lunga e articolata preghiera si chiede a Maria, regina del santuario di Pontenovo, di avvolgere nel suo manto non solo le 14 parrocchie di San Polo e di Canossa, ma anche la Diocesi di Reggio, l’Italia e il mondo intero, e si chiede che interceda perché «le nazioni vincano ogni riserva ed egoismo e possano lavorare unite e aiutarsi reciprocamente. Ci guarisca dal nostro orgoglio che ci illude di essere invulnerabili rispetto a una malattia che non conosce confini». —

D.S.

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