«Quella sceneggiatura sulla storia reggiana delle Brigate Rosse»
Tullio Masoni
La Gazzetta ha dato il giusto rilievo alla figura di Mario Monducci, la cui morte ha scosso i sentimenti di molti reggiani; da parte mia, e non solo, esprimo la più sincera gratitudine per la scelta compiuta dal giornale.
Per un ricordo completo credo però si possa dire ancora qualcosa. Mario Monducci ha pubblicato due libri: “Libertà e progresso”, nel 1969, quando aveva 19 anni (edito da una tipografia reggiana) e, con Alberto Bonetti, 12 maggio 1974, un instant book sul referendum che aveva confermato la legge sul divorzio in Italia, edito da Lacaita.
Di notevole importanza nella sua esperienza umana e culturale è stato il contributo alla creazione e all’animazione del più prestigioso cineforum della città, quello del Capitol: film d’essai, incontri coi registi, proiezione nazionale attraverso la Fic. Si veda in proposito il libro “C’era una volta il Capitol. Gli anni d’oro del Cineforum 1968-1983”, curato nel 1999 dall’antico Direttivo e pubblicato da Diabasis. A conferma della passione di Mario per il cinema – nella vicenda del cineforum a Regina Pacis si era distinto per i rapporti con gli autori; con Montaldo e Vancini stabilì una vera amicizia – va ricordata la sceneggiatura di un film: “Una lunga linea rossa”, scritta sempre con Bonetti. Il film, che doveva essere diretto da Aroldo Govi, trattava con lucidità e spregiudicatezza le vicende del gruppo reggiano che avrebbe fondato l’esperienza delle Brigate Rosse. Il protagonista doveva essere Enrico Maria Salerno, ma varie difficoltà impedirono la realizzazione del progetto. Un vero peccato. —
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