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Ripartono i mercati all’aperto ma con transenne e separatori

Adriano Arati
Il mercato prima del Coronavirus
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Il mercato prima del Coronavirus

La ripresa è riservata per il momento ai soli banchi dei prodotti alimentari Si comincia con il capoluogo (lunedì 4 maggio) e con Arceto (mercoledì 6)

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SCANDIANO. Si riavviano i mercati all’aperto della zona ceramiche. In maniera solo parziale, con spazi variati e con tante limitazioni, ma un passo è compiuto. E non è segnale da poco, in una zona dove i mercati settimanali hanno rappresentato per decenni un momento importante sia di incontro sia di attività economica, a partire dal frequentatissimo appuntamento del lunedì nel centro di Scandiano.

Casalgrande e lo stesso Scandiano sono i primi due Comuni della zona ad annunciare ufficialmente la ripresa, riservata al momento solo ai banchi dei prodotti alimentari. La primissima tappa è proprio per lunedì 4 maggio a Scandiano capoluogo, mercoledì 6 maggio toccherà ad Arceto; giovedì 7 maggio anche Casalgrande ospiterà le prime postazioni mentre domenica 10 maggio si passerà a Salvaterra, la frazione popolosa e titolare di un mercato storico, aiutato dalla cadenza in giorno festivo, che da sempre lo rende un riferimento.

le restrizioni. I cambiamenti e le restrizioni saranno inevitabili. A Scandiano, i banchetti della gastronomia si trasferirà nei più ampi spazi del Parco della Resistenza, a fianco della fiera, abbandonando per il momento le vie e le piazze storiche. Per gestire i flussi, verranno create delle aree di accesso recintate, così da lasciare varchi di almeno un metro che possano essere chiusi in caso di assembramenti. Inoltre, spiega l’amministrazione, verranno anche collocate le transenne davanti e parallelamente a ogni posteggio, a una distanza minima di due metri dal banco, al fine di separare l’area dove si trovano i clienti che stanno acquistando da quelli che in fila stanno aspettando il loro turno.

Gli operatori. L’adesione degli operatori per ora è buona, il 4 maggio sono confermati venti punti vendita, quattordici banchi alimentari e sei piazzole per produttori agricoli, quelli che solitamente si sistemavano in piazza Fiume e piazza Laura Bassi. Più ridotto, ma i numeri di base erano già parecchio minori, il mercato di Arceto del 6 maggio, che ospiterà tre banchetti di prodotti gastronomici.

«Da settimane – spiega il sindaco Matteo Nasciuti – lavoriamo con l’assessore Caffettani e con gli uffici, che ringrazio, su un’ipotesi che consenta di assicurare ampi spazi per la clientela che intende acquistare i prodotti posti in vendita, così da evitare assembramenti e da garantire sempre, su tutta l’area del mercato, l’osservanza della distanza interpersonale di almeno un metro».

Il parco della Resistenza, oltre a garantire larghezze adeguate, offre «aree di facile sorveglianza da parte del personale addetto e degli organi di polizia che saranno presenti durante lo svolgimento dei mercati».

Con la ripresa dell’attività, gli operatori dovranno tornare a pagare il Cosap, il canone di occupazione di suolo pubblico sospeso da settimane. Anche se complessivamente i metri quadri coinvolti sono maggiori rispetto al passato, non vi saranno aumenti: «Maggior spazio necessario per il distanziamento tra i banchi non avrà alcun impatto sulla Cosap, perché non modifica l’occupazione effettiva del banco», precisa il Comune. L’ultima tappa, per ora, è quella del 10 maggio a Salvaterra, dove si rimarrà nella “casa” tradizionale, piazza Allende, sempre con postazioni distanziate e accessi organizzati. —

Adriano Arati. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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