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Spazi pubblici vietati a chi si richiama al fascismo

Spazi pubblici vietati a chi si richiama al fascismo

Passa un ordine del giorno presentato da Venturi per conto dei tre gruppi di maggioranza Sarà obbligatorio sottoscrivere il rispetto della Costituzione

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SCANDIANO

Gli spazi pubblici scandianesi vietati a «partiti e associazioni che si richiamano all’ideologia fascista e alla sua simbologia».

La presa di posizione è stata sancita dal consiglio comunale scandianese. Nel corso della seduta è stato approvato l’ordine del giorno presentato da Silvia Venturi di “SiAmo Scandiano” a nome dei tre gruppi di maggioranza che appoggiano l’amministrazione di centrosinistra guidata da Matteo Nasciuti.

Il documento è arrivato non casualmente a ridosso del 25 Aprile, e impone una modifica al regolamento comunale per la concessione delle sale e degli spazi di proprietà dell’ente o comunque di uso pubblico.

Con l’approvazione dell’ordine del giorno presentato da Silvia Venturi, l’utilizzo di queste aree sarà autorizzata «solamente previa garanzia scritta del rispetto dei principi della Costituzione italiana e che la vieti a partiti e associazioni che richiamano all’ideologia fascista e alla sua simbologia. Perché il fascismo era e sarà sempre un crimine e noi saremo sempre dalla parte della Costituzione», spiegano i tre gruppi consiliari di maggioranza.

«Come amministratori, ma soprattutto come cittadini di un Paese libero, abbiamo il dovere morale – aggiungono i tre gruppi consiliari scandianesi – di onorare e mettere in atto i principi fondamentali della Costituzione italiana, nata dalla Resistenza e basata sulla democrazia e sull’antifascismo e scritta con il sangue di chi ha lottato per questi valori».

Ed è proprio alla Costituzione che si rimanda nel testo approntato dai consiglieri dei tre gruppi di maggioranza scandianesi, in particolare alla dodicesima disposizione transitoria e finale della Carta costituzionale che vieta, sotto qualsiasi forma, la riorganizzazione del disciolto partito fascista, attuata con la nascita della legge Scelba, che introduce il reato di apologia del fascismo, oppure con la legge Mancino. —

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