Campovolo, solo nell’hangar di Euravia i lavori fervono in vista della ripartenza
Il responsabile Neri: «Con i velivoli privati a terra abbiamo perso il 30% del fatturato ma il lavoro non si è mai fermato»
REGGIO EMILIA
Presto anche le eliche degli aerei potrebbero riaccendersi. Da mercoledì scorso, 29 aprile, la Regione ha concesso la possibilità di spostarsi (individualmente, all’interno della provincia e rientrando in giornata) per la manutenzione di imbarcazioni e velivoli di proprietà.
Al Campovolo di Reggio Emilia l’Aereo Club è chiuso: da domani, lunedì 4 maggio, i voli privati sono autorizzati ma solo per motivi di lavoro, mentre per voli sportivi o da diporto al momento non c’è una data certa. L’unico hangar dove ferve l’attività è quello dell’Euravia Srl di via dell’Aeronautica 25, ditta di manutenzione aeronautica competente tra l’altro sullo stato di salute dei Cesna e dei Mudry della scuola di volo dell’Aero Club.
«Con tutti i velivoli privati a terra si è bloccata la manutenzione e abbiamo perso un 30% del fatturato, ma non ci lamentiamo: abbiamo sempre lavorato», ha spiegato il responsabile Maurizio Neri. Euravia è un’eccellenza reggiana, un’azienda leader nel settore della gestione e manutenzione di aeromobili ad ala fissa e rotante (aerei e soprattutto elicotteri) nata nel 1994 dalla passione di quattro soci: Maurizio Neri, Stefano Mannucci, Daniele Cabiddu e l’ingegnere Fabrizio Segrè.
«Io ho fatto il pilota per 32 anni: visto che in Italia c’era carenza di manutentori specializzati, insieme a due tecnici e all’ingegnere aeronautico Segrè abbiamo deciso di metterci in proprio», ha proseguito Neri, che si occupa della parte commerciale amministrativa e dei voli di collaudo degli aeromobili (l’ultimo volo di verifica dei parametri prima della consegna).
Euravia è un unicum non solo nel panorama regionale: realtà come questa si contano sulle dita di una mano, in Italia. «Siamo un punto di riferimento nazionale perché non abbiamo limiti di intervento sulla tipologia di velivolo e perché offriamo un servizio “chiavi in mano”, che spazia dalla scelta del migliore aeromobile disponibile in relazione alle specifiche esigenze fino alla completa gestione tecnica e di manutenzione per il mantenimento dei requisiti di aeronavigabilità, compresi passaggi di proprietà e disbrigo di pratiche per l’importazione».
Non a caso Euravia – che ha raggiunto l’anno scorso un fatturato di oltre 6 milioni di euro – lavora «per il Ministero dell’Interno, il Ministero della Difesa, il 118, le forze dell’ordine», mentre in ambito privato conta tra i suoi clienti «industriali e imprenditori importanti, non posso fare nomi».
Oltre ad una serie di certificazioni, dal 2008 Euravia è stata accreditata come service center di Leonardo Elicotteri, il colosso pubblico (ex Finmeccanica) che si occupa di difesa e aerospazio.
Lo stop forzato causa Covid-19 ha significato per Euravia «perdere i clienti privati. Noi, rientrando nei codici Ateco, per interventi potevamo recarci anche fuori regione, ma non c’è stato bisogno: con gli aeroporti e le elisuperfici chiuse, i proprietari privati non hanno potuto usare i velivoli e non hanno avuto bisogno di manutenzione, come accade per le auto – ha proseguito Neri –. Tuttavia ne abbiamo approfittato per eseguire le revisioni più impegnative sugli elicotteri delle forze dell’ordine: tre dei carabinieri, uno dei vigili del fuoco e uno della polizia di Stato. Più si accumulano ore volate più è necessaria una revisione approfondita con sostituzione di qualche pezzo. Stiamo ultimando gli elicotteri di carabinieri e polizia; dopo i voli di prova e le messe a punto – conclude Neri – potrà avvenire il ritiro e l’accettazione documentale». —
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