Covid, esce di cella in attesa che decida la Corte Europea
I due difensori del trentenne hanno ottenuto la scarcerazione dal Tribunale di sorveglianza «Ora valuteremo se proseguire l’azione avviata a Strasburgo»
REGGIO EMILIA
C’è una svolta non indifferente nel caso del detenuto che, secondo i suoi avvocati – Pina Di Credico e Roberto Ghini – viene sottoposto a trattamenti degradanti, perché anche se ne ha diritto non può ottenere i domiciliari per la norma “Cura Italia” e sul quale in meno di 24 ore la Corte Europea a Strasburgo è intervenuta chiedendo ufficialmente al nostro Governo di dare spiegazioni.
La Corte Europea ha ricevuto le osservazioni del Governo italiano e ai primi di giugno è atteso il ricorso della difesa, per poi giungere ad una decisione. Ma nel frattempo si è pronunciato il Tribunale di sorveglianza di Venezia, davanti al quale era stato impugnato dai due legali il rigetto della richiesta di detenzione domiciliare da parte del giudice di Verona. Ebbene, stavolta la decisione è stata favorevole al 30enne B.M. di Castelfranco Emilia (Modena) che è uscito dal carcere di Vicenza ed ora è agli arresti domiciliari. Da sempre gli avvocati Di Credico e Ghini sostengono che le condizioni di vita del loro assistito siano incompatibili con questa fase di emergenza sanitaria, facendo riferimento alla “detenzione domiciliare di emergenza” prevista dal decreto “Cura Italia”. La difesa ha evidenziato come il carcerato avesse i requisiti, dato che deve scontare 15 mesi, una pena sotto i 18 mesi previsti da “Cura Italia”. Descritte le sue condizioni di vita nel carcere: recluso in una cella di 7-8 metri quadrati con un altro detenuto per 20 ore al giorno; 4 ore all’aria aperta in un cortile di 200 metri quadrati da condividere con altri 50 detenuti. A questo punto – commentano i due legali – dobbiamo valutare se proseguire nel giudizio davanti alla Corte Europea al fine di ottenere il riconoscimento che il nostro assistito ha subìto un trattamento inumano e degradante. E per capire se vi è stato, nelle repliche del governo, un atteggiamento sanzionabile». —
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