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ventasso, dopo l’interrogazione 

L’Oasi San Francesco: «Mai interpellati dai consiglieri leghisti»

Adriano Arati

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VENTASSO

«I consiglieri regionali Delmonte e Catellani non ci hanno mai contatto prima di presentare la loro interpellanza. Altrimenti avremmo dato loro tutti i dettagli». La direzione dell’Oasi San Francesco di Cereggio di Ramiseto, una delle principali strutture residenziali per anziani del Crinale, replica così all’interrogazione presentata dai consiglieri regionale reggiani della Lega Maura Catellani e Gabriele Delmonte sulla situazione della casa protetta.

Nel documento si richiedevano precisazioni sul quadro sanitario e sugli interventi attuati dall’Ausl. Nelle scorse settimane, l’Oasi si è trovata a fronteggiare una situazione molto complessa, proprio come tante altre rsa, con molti ospiti e operatori contagiati da Covid 19. Fra gli anziani vi sono stati anche dei decessi. Oggi, per sostenere la struttura, sono attivi a Cereggio anche diversi addetti dell’Ausl. «Registriamo con stupore l'interrogazione alla giunta regionale presentata dai consiglieri» spiegano dalla struttura. E non nascondono lo stupore per non essere stati mai interpellati preventivamente: «Nel prendere atto di questa interrogazione rileviamo, con malcelata meraviglia, come nessuno dei firmatari abbia mai contattato la struttura nelle figure interessate per il loro ruolo al suo interno, nonché competenti per l'acclarata professionalità», si sottolinea. Nel caso, «sarebbero state scrupolosamente fornite tutte le informazioni ed i ragguagli atti a certificare la totale ottemperanza non solo alle vigenti normative igienico sanitarie, ma anche ai cosiddetti protocolli Covid». La trasparenza è sempre stata massima e così sarà in futuro, continuano dalla struttura di Cereggio: «Nel ribadire ulteriormente il nostro rammarico per questo mancato contatto, sottolineiamo la nostra completa e totale disponibilità a fornire qualsiasi informazione atta a circostanziare quanto profuso per la salute ed il benessere dei nostri ospiti, non solo in questi peraltro difficili e complessi momenti, ma nella normale, quotidiana loro permanenza».

Prima di chiudere, seccamente: «La nostra trasparenza è totale, così come l'assoluta disponibilità al dialogo ed al confronto con chiunque. Laddove tutto questo venisse compromesso o peggio fuorviato da errate interpretazioni ci vedremo costretti, nostro malgrado, a perseguire altre strade». —

Adriano Arati

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