Gazzetta di Reggio

Reggio

la scelta del comune di Sassuolo 

«No all’elemosina per strada» La Caritas diocesana insorge

Adr.Ar.

Scatena critiche  il provvedimento  per cui saranno multati  sia coloro che chiedono soldi  sia chi li regala 

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REGGIO EMILIA

«Davvero sono queste le priorità di un Comune in un momento storico così difficile ed eccezionale?». È dolente e secca la reazione della Caritas diocesana di Reggio e Guastalla alla decisione del Comune di Sassuolo – storicamente parte della diocesi reggiana – di multare chi farà donazioni a chi chiede l’elemosina per strada. Una scelta, quella dell’amministrazione leghista sassolese, giustificata con la volontà di ridurre “l'accattonaggio molesto”.

Il provvedimento ha scatenato reazioni negative in mezza Italia, e adesso arriva la reazione della Caritas reggiana, che a Sassuolo gestisce parecchie attività solidali. «Ci sarà un’altra crisi economica con gravi conseguenze e impoverimento di tante famiglie, i servizi sociali sono in affanno e, forse, senza sufficienti risorse per dare risposte all’aumento di richieste… le questioni “di facciata” sono davvero le più urgenti?», chiede il direttore della Caritas Isacco Rinaldi.

E aggiunge: «L’accattonaggio da combattere è quello molesto e già i regolamenti di polizia municipale lo prevedono e lo strumento è la denuncia, ma perché punire e multare un gesto di generosità e, soprattutto, fatto da una persona nella totale libertà? Ci si vuole liberare dagli accattoni punendo chi fa loro l’elemosina?».

Prima di tutto, sottolinea, «sarebbe necessario distinguere chi è costretto all’accattonaggio, e rientra in giri di vero e proprio sfruttamento, da chi vende o chiede qualcosa per arrangiarsi e mantenersi. Nel primo caso è giusto cercare di limitare il fenomeno, ma sarebbe necessario perseguire gli sfruttatori e non gli sfruttati». Per la Caritas, «la filosofia principale che muove queste risoluzioni, con la quale non siamo assolutamente in linea, implica la discriminazione di una parte di popolazione: una fascia della nostra società che non vogliamo, ci infastidisce per il semplice fatto che tutti i giorni è davanti ai nostri occhi a ricordarci delle disuguaglianze tra persone e da quanto egoismo è pervasa la nostra società. La povertà non può essere una colpa! Va contrastata con politiche e non con multe».

Nella discussione del 27 aprile nel consiglio comunale sassolese anche la Caritas è stata tirata in ballo, definita come “destinazione naturale” per chi chiede elemosina. «La carità non è una delega in capo a una organizzazione ecclesiale e alle poche persone che vi lavorano. E le persone povere, comprese tante di quelle che fanno elemosina in giro, ci vanno già alla Caritas! E alla Caritas trovano ascolto, e, laddove possibile, progettualità e accompagnamento per uscire dalla situazione di difficoltà e precarietà», puntualizza Rinaldi. —

Adr.Ar.

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