Ritornano i funerali ma a numero chiuso
Ai partecipanti (massimo quindici) sarà misurata la febbre, mascherine obbligatorie e niente cortei d’accompagnamento
REGGIO EMILIA
Congedi funebri ristretti, con tante precauzioni ma, finalmente, di nuovo possibili. Fra i tanti motivi per cui il 4 maggio (domani) è atteso, uno dei più sentiti è la ritrovata libertà, per quanto parziale, di celebrare i funerali, che le ordinanze più restrittive di marzo avevano sospeso. Per quasi due mesi, sono stati consentiti solo commiati in forma strettamente privata, praticamente blindati. Dolore che si univa al dolore. Adesso, arriva una minima apertura, sempre segnata da parecchi inevitabili vincoli.
Il decreto del 26 aprile indica in quindici il numero massimo di partecipanti oltre agli addetti, che dovranno indossare protezioni e rimanere a distanza, specificando che ove possibile le funzioni dovranno essere officiate all’aperto. Per quanto riguarda i riti funebri religiosi, anche la procedura della cerimonia dovrà adattarsi. La diocesi di Reggio e Guastalla ha preparato una serie di indicazioni precise inviate a tutti i sacerdoti, con una raccomandazione chiara sulla prudenza: «Ogni parrocchia e ogni parroco si sentano incoraggiati e sostenuti a procedere con le possibilità che hanno e, se qualche disposizione non può essere ancora adempiuta per mancanza di personale o di strumenti, sospendano e rinviino le celebrazioni a quando sarà possibile».
Nel concreto, il funerale potrà essere celebrato esclusivamente in un edificio di culto o in un luogo all’aperto, e in questo senso si suggerisce di valutare come sede anche le aree cimiteriali, dove mantenere il distanziamento fisico richiesto potrebbe essere più semplice. In ogni occasione dovranno essere apposti dei cartelli, forniti dalla diocesi, con le disposizioni di sicurezza. Ogni religioso celebrante dovrà poi essere affiancato da un “addetto alla sicurezza” che dovrà curare gli aspetti tecnico-organizzativi relativi alla sicurezza, e in particolare «il distanziamento tra i fedeli durante la celebrazione e il rispetto di tutte le norme». L’addetto dovrà essere maggiorenne e aggiornato sulle norme sanitarie e igieniche richieste dall’emergenza. Spetterà a lui provare la febbre ad ogni partecipante, con uno degli strumenti digitali disponibili, come i termo-scanner e i termometri digitali. Chi avesse la temperatura sopra i 37,5°, non potrà entrare. Chi prenderà parte al funerale dovrà presentarsi con un quarto d’ora d’anticipo rispetto all’avvio, per consentire i controlli necessari, e dovrà indossare la mascherina, da tenere per tutto lo svolgimento della cerimonia. Dovrà avere le mani lavate, sistemarsi nel posto indicato e rimanere ad almeno un metro dagli altri presenti. Prima di lasciare la postazione attendere che la salma sia stata trasferita, e non potranno esserci cortei di accompagnamento. Anche i riti della “ultima commendatio” e della “valedictio”, la raccomandazione dell’anima del defunto e l’aspersione con l’acqua santa, si dovranno svolgere nella sede del rito. Il sacerdote potrà essere assistito al massimo da due persone, che dovranno mantenere le distanze di sicurezza. Il celebrante non dovrà indossare la mascherina, se non durante la comunione ai fedeli: l’ostia verrà consegnata esclusivamente nelle mani delle persone pronte a ricevere l’eucarestia. Le modifiche al rito non finiscono qui. Per ora, niente scambio della pace, niente acqua santa, niente aspersioni, niente processioni in entrata né in uscita e nessuna raccolta di soldi. —
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