Unimore, riparte il cantiere per i lavori all’ex seminario
Il Comitato va a caccia di nuove adesioni con un video sulla storia dell’edificio Severi: «Questa struttura diventerà un nodo di sviluppo per tutto il centro nord»
Reggio Emilia
Continua l’adesione di privati, imprese e liberi professionisti a sostegno del Progetto UniMoRe 2020, che il prossimo 24 novembre inaugurerà i suoi locali sull’area dell’ex seminario. Per spiegarlo il Comitato Reggio Città Universitaria ha realizzato un video di presentazione del progetto, nella prospettiva di valorizzare una città servita da una stazione ad alta velocità collegata ai principali centri italiani. Il video ripercorre la storia del progetto che affonda le sue radici il 24 novembre 1954, quando venne inaugurata la nuova sede del seminario di Reggio Emilia.
«Dopo quasi 70 anni ad essere cambiate sono sia Reggio, sia il suo modo di studiare e di lavorare», commenta Mauro Severi, presidente di Reggio Città Universitaria.
In accordo con l’Università di Modena e Reggio, la diocesi di Reggio Emilia e Guastalla ha messo a disposizione della città l’immobile, che diventerà il terzo Polo universitario. La novità del progetto è che ad essere coinvolte sono istituzioni sia pubbliche che private, imprenditori, liberi professionisti e privati cittadini che hanno scelto di contribuire a questo progetto. Il terzo polo universitario che sorgerà in viale Timavo, nel cuore della città, ospiterà circa duemila persone, nuove aule, laboratori, 3 auditorium, oltre 100 uffici e 180 posti letto per studenti.
«L’ex seminario – prosegue Severi – sarà il motore di una nuova cultura professionale, nonché propulsore di un nuovo sviluppo delle competenze a disposizione delle imprese, forza motrice di un’apertura nazionale e internazionale di Reggio Emilia. Grazie alla sua posizione geografica questa struttura diventerà un nodo di sviluppo e di attrattività nei confronti del territorio e di tutto il centronord».
Nel video, che verrà utilizzato per spiegare il progetto a opinion leader, stampa e imprenditori italiani ed esteri, si sottolinea come questa attrattività sarà facilitata dalla stazione AV Mediopadana, da un efficace collegamento con Milano, Torino, Bologna, Firenze, Roma e Napoli.
«Siamo nella Motor Valley e grazie allo sviluppo di questo nuovo polo universitario – conclude Severi – si svilupperanno le competenze dei professionisti di domani, che potranno operare anche nel settore della meccatronica e del digitale. Il cantiere si è già messo in modo. Chi crede in questo nuovo tempo di rinnovamento può contribuire alla sua realizzazione».
Il video presenta anche, per la prima volta, il folto gruppo di enti, imprese, liberi professionisti e privati che sostengono il progetto. La campagna adesioni è stata sospesa in queste settimane a causa del Covid-19, ma con la ripresa del cantiere è ripartito l’intero progetto. I ritardi verranno recuperati nei prossimi mesi così da confermare la consegna per l’autunno 2020.
Il progetto trova sostegno da parte di tutti gli enti locali: Comune, Provincia e Regione, oltre che di Unindustria, Camera di Commercio e Fondazione Manodori. Sono decine le associazioni e le imprese che hanno già risposto positivamente. L’invito del vescovo Massimo Camisasca, al fine di chiudere il progetto, è stato rivolto anche a 10 “categorie”: avvocati, ingegneri, notai, architetti, commercialisti, medici, politici, commercianti e benefattori privati. Si mira a raccogliere 300 adesioni con un sostegno di 1.000 euro all’anno per tre anni. Ad oggi sono state raccolte oltre 40 adesioni. La strada è ancora lunga, ma la ripresa del cantiere è un bel segno di fiducia. —
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