Gazzetta di Reggio

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il console onorario della bielorussia 

«Da 34 anni Reggio in aiuto dei bambini di Chernobyl»

L.s.

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REGGIO EMILIA.

Era il 26 aprile 1986 quando la centrale nucleare di Chernobyl esplose contaminando con le radiazioni non solo la circostante regione dell’Ucraina, ma anche le confinanti zone meridionali della Bielorussia. A 34 anni di distanza non si scioglie l’abbraccio con cui tanti reggiani continuano a ospitare bambini e ragazzi bisognosi di cambiare aria per decontaminarsi. Fra i promotori dell’accoglienza si segnala il reggiano Antonio Sottile, che ha in corso Garibaldi l’ufficio di console onorario della Bielorussia.

«Dalla Bielorussia – riferisce – sono emigrati per periodi più o meno lunghi oltre 13.200 ragazzini, 3.500 dei quali hanno trovato ospitalità in famiglie reggiane, a dimostrazione del senso di umanità e dello spirito di solidarietà dei nostri concittadini. Sono centinaia i nuclei familiari che si sono prestati da Cavriago (dove ha sede l’associazione Help Italia) a Campagnola, da Novellara a San Polo, al capoluogo. Tutti hanno garantito premurosa ospitalità per alcuni mesi di riabilitazione e assistenza. I nuovi occasionali cittadini reggiani non hanno dimenticato l'accoglienza ricevuta».

Il disastro di Chernobyl colpì una vasta area dell’Europa orientale, oltre a riflettersi in altre zone del mondo. Non fece solo tante vittime. L’inquinamento ha imposto l'abbandono di territori e lo spopolamento di centri. Gli effetti si avvertono ancora oggi e la richiesta di aiuto ha trovato risposta da tanti Paesi, con una nota particolare per la provincia di Reggio. Dallo scorso 7 aprile sono divampati nella zona di Chernobyl furiosi incendi che hanno rinnovato negli abitanti l’incubo di quella deflagrazione. Si è anche temuto che i venti che potessero trasportare in altre regioni d’Europa la radioattività che rimane nei boschi e intorno alla centrale. Una ragione in più per accogliere nella prossima estate, virus permettendo. «Bastano trenta giorni di soggiorno in Italia perché perdano il 50% delle radiazioni. Le famiglie reggiane li ospitano a loro spese, pagando anche il biglietto aereo. Il loro impegno prosegue, anche se negli ultimi anni ha risentito della crisi. Merita di essere segnalato il cantante Paolo Belli, che ospita da quando era bambino il giovane Vladik, ora ventenne. Lo considera quasi suo figlio. Questi ragazzi non sono orfani. Vengono da famiglie disagiate, a cui offriamo aiuto. Più volte abbiamo portato loro viveri con un camper, oltre a donare denaro per gli ospedali». La rete d’assistenza è estesa a tutta l’Emilia-Romagna. Una volta i ragazzi arrivavano all’aeroporto di Montichiari, presso Brescia. È stato Sottile a prodigarsi, insieme al sindaco Federico Pizzarotti, affinchè atterrassero a Parma. —

L.s.

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