La parrucchiera: «Vendo prodotti di bellezza online Così ho sconfitto il Covid»
La testimonianza di Angela di Sant’Ilario. Ma la collega Elisabetta di Barco: «Nessun aiuto dopo 2 mesi di chiusura forzata, siamo distrutti»
VAL D’ENZA
L’emergenza sanitaria dovita al Covid 19 ha messo in ginocchio piccole e medie imprese artigianali, ma c’è anche chi, grazie al Coronavirus, ha potuto sviluppare nuove attività. È il caso delle consulenze online, e non solo. Da oggi parte la cosiddetta fase 2 con molta gente che tornerà al lavoro e alcune riaperture. Per altre categorie, come bar, ristoranti centri estetici e parrucchieri, invece, si dovrà attendere il primo di giugno. Un ritardo che ha creato molto malcontento tra le categorie con la partita Iva, che aspetteranno un altro mese per poter tornare a una possibile normalità.
Per Elisabetta Boschini, titolare del negozio di parrucchiera Vanity Betta di Barco, «forse dovremmo iniziare a dire basta tutti insieme, con un gesto forte, alla decisione di non fare riaprire le aziende del nostro settore. Abbiamo sacrificato tempo e denaro alle nostre attività e ora veniamo ricambiati così: nessun aiuto dopo due mesi di chiusura forzata».
«Ci è stato detto che probabilmente potremo riaprire le attività il primo giugno – prosegue – ma ancora non abbiamo nessuna garanzia. Intanto, continuiamo ad affrontare i costi dei mutui e a pagare tasse e bollette. Dall’altra parte, i furbi sono andati avanti con il lavoro in nero nelle case dove il rischio di essere contagiati e molto alto».
E ancora: «Ci hanno illuso che avremmo potuto riaprire il 18 maggio e così abbiamo messo in sicurezza e igienizzato i nostri negozi senza che questo serva a nulla; abbiamo solo investito altro tempo e altro denaro. So che la legge dovrebbe essere uguale per tutti – conclude la parrucchiera – ma e me sembra che non sia così. Siamo distrutti».
Ma c’è anche chi in questa situazione difficile ha saputo creare soluzioni per andare avanti. È il caso di un gruppo di persone che si è messo a vendere prodotti di bellezza online. Lo racconta Angela Vitale, titolare del negozio Lunghezza Vitale di via Roma a Sant’Ilario. «Dal 29 febbraio il mio atelier è chiuso, prima del decreto. Anche perché era impossibile rispettare le misure di sicurezza messe in atto dal governo. Come si fa svolgere un lavoro come il mio stando ad un metro di distanza dalle persone? Ci sarebbero stati troppi rischi da correre e quindi abbiamo chiuso. Dall’altra parte, però, le bollette sarebbero continuate ad arrivare. Sul fronte degli aiuti – prosegue – per adesso ho visto solo 600 euro e la possibilità di fare un prestito in banca. Siamo stati tra le categorie più colpite dalle restrizioni. Ma chi ama questo lavoro non molla mai». Dunque Angela Vitale si è ingegnata. «Questi giorni di quarantena sono stati anche un’occasione per studiare nuove risorse – spiega –. Grazie al Coronavirus ho potuto sviluppare un canale di consulenze online e sto formando una piccola squadra di “influencer” per vendere sul web la mia linea di prodotti per capelli lunghi . Sto ricostituendo i servizi da proporre in atelier, studiando ogni dettaglio. Voglio essere ancora più forte del Coronavirus – conclude – creando nuove opportunità anche dai disastri: mi rialzerò dopo questo periodo difficile». —
Daniela Aliu
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google