Reggio oggi entra nella “fase due” fra incognite e preoccupazioni
Appello di Vecchi: «Libertà sta insieme a responsabilità». I timori dell’Ausl: «Adesso serve ancor di più senso civico»
REGGIO EMILIA. «Il processo graduale di riapertura di tanti ambiti ci riconsegnerà libertà che avevamo progressivamente congelato, ma tutto questo sarà accompagnato da nuove regole, prescrizioni, raccomandazioni». E venne il giorno dell’attesa fase 2, dove gli spiragli delle riaperture e delle limitazioni allentate si incrociano a nuove cautele e nuove incognite, nel pieno di una drammatica emergenza non ancora del tutto superata, ma dopo la quale si prova a voltare pagina. Ed è un invito alla responsabilità quello che il sindaco, Luca Vecchi, rivolge ai reggiani, che da oggi si preparano a rimettere la testa fuori casa, potendo tornare a visitare familiari e congiunti, a fare attività motoria all’aperto, ad andare in parchi, cimiteri, mercati e seconde case in ambito provinciale. Sempre distanti, con l’uso raccomandato della mascherina. E con l’ennesima autocertificazione.
«Inizia una nuova fase della vita della città che non sarà meno impegnativa – afferma Vecchi, ieri nella diretta Facebook affiancato da Cristina Marchesi, direttrice sanitaria Ausl –. Entriamo tutti in un mondo nuovo, che è tale perché nessuno in vita ha mai costruito una competenza a partire da esperienze analoghe. Ci accomuna questo dato di coscienza e di umiltà con cui guardare al carattere del tutto inedito di questa fase». Una ripartenza che avverrà in forme autonome per tutti i Comuni della provincia, che potranno muoversi all’interno delle maglie più larghe delle ordinanze regionali e dei decreti governativi. A Reggio, ad esempio, non riapriranno subito biblioteche e impianti sportivi, in attesa di nuovi protocolli. E non sarà consentito fare visite nelle Rsa, come invece concesso dal governo.
«Avremo settimane di decreti, di ordinanze, di puntuale informazione, ma avremo bisogno di una consapevolezza – aggiunge Vecchi – mai come in questo momento la responsabilità individuale e collettiva sarà il tratto distintivo, ciò che servirà per gestire questa transizione: un valore che non sta dentro a nessuna norma, ma può essere unicamente interpretato nei comportamenti individuali e collettivi.Per Vecchi, «libertà sta insieme a responsabilità. Lo abbiamo detto più volte in questi mesi. Ora potremo rivedere i nostri cari, genitori, nonni, fratelli. È comprensibile il bisogno di libertà, è umanamente indiscutibile il bisogno di uscire di casa. Ma dobbiamo rifuggere dalla tentazione del “liberi tutti”: non sarà questo lo spirito con cui affrontare questa fase». E ancora: «Abbiamo alle spalle settimane difficilissime, forse la prova più impegnativa che la città ha dovuto affrontare dal Dopoguerra. Devo ringraziare i reggiani per il modo in cui hanno rispettato le norme, cambiato la propria vita in pochi giorni. È stata una prova di compostezza, dignità, ma anzitutto di maturità e di civiltà che nessuno potrà mai togliere al merito e ai caratteri del popolo reggiano».
Emergenza che fa i conti anche con la crisi economica: «Davanti avremo mesi difficili, specialmente sul piano socio-economico, ma quel senso di comunità e responsabilità che ci ha accompagnato fin qui sarà ciò che servirà per continuare il nostro cammino. Ne stiamo uscendo insieme. Ripartiremo tutti insieme».Un invito alla responsabilità è arrivato anche da Cristina Marchesi, che facendo il punto sulla difficile riorganizzazione delle attività ordinarie del servizio sanitario non ha nascosto preoccupazioni. «Gli allentamenti delle misure restrittive ci riempiono un po’ di preoccupazione», ammette snocciolando i dati dei ricoveri negli ospedali: 200 gli attuali, a fronte dei 650 nei giorni di picco, con un trend in continua diminuzione. Oltre 2.600 invece i guariti, 1.800 dei quali hanno superato i due tamponi negativi: «Non possiamo dire che l’emergenza sia finita. Per noi sarà rilevante monitorare ciò che accadrà ora. La situazione non è risolta, i problemi non sono risolti. Ci vuole senso civico, ancor di più di quanto avuto finora».
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