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Aperte le mense di Cir Food con spazi ampliati e protetti

L.V.
Aperte le mense di Cir Food con spazi ampliati e protetti

In programma la nascita a Reggio di un “Cirfood District” innovativo Obiettivo: far fronte al cambiamento che la pandemia sta imponendo

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REGGIO EMILIA

Da ieri Cir Food, la Cooperativa Italiana di Ristorazione, ha riaperto i propri punti di ristoro. Si tratta delle mense aziendali e dei self service collegati ad organizzazioni e imprese di servizio con le quali esiste un formale accordo per la somministrazione di pasti al personale. In pratica gli addetti alle case di riposo, chi lavora nelle organizzazioni ospedaliere o in aziende con le quali esiste un apposito accordo contrattuale. Le persone che accedono vengono identificate con un tesserino di appartenenza e hanno la possibilità di prendere cibo da asporto ma anche di sostare al tavolo. Gli spazi, garantiscono alla Cir, sono stati ampliati e protetti senza dimenticare che tutti coloro che accedono debbono essere muniti di mascherine protettive. L’unico self service reggiano inattivo è il “Primula” di Mancasale.

Ma Cir guarda avanti: nascerà infatti nella nostra città una hub di “open innovation” in campo alimentare, nutrizionale e food service. Si tratta di un progetto ideato e in fase di elaborazione da parte della organizzazione alimentare imprenditoriale Cir Food; in sostanza c’è l’intenzione di dar vita a un luogo di condivisione e conoscenza, cultura e sperimentazione, in materia di cibo. Con la nascita di questo distretto specializzato Cir potrà sviluppare, insieme alle aziende che serve, soluzioni utili a garantire i nuovi servizi che si sono resi necessari per far fronte al cambiamento che la pandemia sta imponendo, mettendo quindi a frutto le esperienze originate da questa fase di difficoltà che impone tutele sia nella preparazione che nel consumo delle vivande.

Alcune modifiche al servizio che svolge Cir Food le ha già adottate. Ne è un esempio l’abbandono di contenitori in materiale ceramico e l’impiego di confezioni per i cibi con l’adozione di custodie monouso non riciclabili. Le innovazioni possono essere tante e ne ha fatto cenno, con una intervista a Daniela Fabbi, dirigente marketing, la rivista “Italia a Tavola” che si è soffermata sul ruolo dell’organizzazione cooperativa nel mondo dell’alimentazione. Cir Food è operativa in 73 province di 17 regioni italiane (ma serve anche in Belgio e Olanda il settore universitario) fornendo 100 mila pasti all’anno attraverso il lavoro di 13 mila persone, per il 90% sono donne. Sua prerogativa in tempi di Coronavirus è anche il fatto che serve 240 strutture ospedaliere e socio sanitarie compresi 19 reparti specializzati nella lotta al Covid-19. Lombardia, Emilia, Liguria, ma anche Lazio e Puglia sono le aree di maggior presenza rifornendo bar e self service negli ospedali con “lunch box” per medici e personale sanitario; in 11 città emiliane, liguri e venete fa arrivare 1.000 pasti giornalieri ad anziani (14%) e persone in quarantena (86%). Oltre 200 le mense aziendali. E ora si entra nel “Cibo del futuro” con forme di ristorazione innovative. La nascita del Cirfood District è destinata a elevare il prestigio di una zona che gode già di ottima fama. —

L.V.

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