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In quei richiami? Un sapore anticlericale, fuori tempo

GIGLIOLA VENTURINI* ; *Presidente Assemblea Provinvicale del Pd di Reggio
In quei richiami? Un sapore anticlericale, fuori tempo

La presidente dell’assemblea del Pd risponde ai 9 consiglieri di maggioranza e al loro documento “Siamo in pandemia, bisogna ascoltare i medici, non la Cei”

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LA REPLICA

GIGLIOLA VENTURINI*

Caro Direttore, da laica le vorrei consegnare una riflessione in merito alla lettera di alcuni consiglieri comunali reggiani relativamente alla partecipazione dei fedeli ai riti religiosi .

Personalmente considero l’impossibilità di partecipare alla messa per i cattolici praticanti, come ad altri riti per le altre confessioni, una limitazione dolorosa e importante. Lo stesso Papa Francesco giorni fa richiamava il carattere transitorio e strettamente emergenziale della partecipazione ai riti, per i fedeli, da “remoto”. È stato tuttavia lo stesso Pontefice ultimamente a invocare la virtù della pazienza e dell’obbedienza alle regole, a difesa della salute di tutti, ricordando il sacrificio di tanti sacerdoti oltre a quello del personale sanitario.

In questa evidente dicotomia non c’è contraddizione, c’è consapevolezza dolorosa dei rischi e speranza di una via d’uscita dal tunnel. Perché riaprire è oggi più difficile che chiudere. E tuttavia, come per altre situazioni, mi sembra che Governo e Parlamento, prendendo in considerazione l’appello della CEI e nel rispetto dei Patti che regolano i rapporto tra Stato e Chiesa, con lo stesso metodo di consultazione degli esperti scientifico-sanitari che vale per ogni ambito, stiano valutando un protocollo possibile.

Dire che ci sono oggi cose più importanti è una sciocchezza perché oggi tutto è importante, la salute pubblica, la salvezza economica, la ripresa della scuola, la libertà individuale nei movimenti, nelle relazioni e nella disponibilità dei propri interessi spirituali e materiali e sono fuori luogo richiami dal sapore anticlericale, superati da tempo... Non ci può essere una gerarchia ma solo una compatibile sostenibilità dei provvedimenti e delle libertà di ognuno.

La seconda riflessione riguarda l’ormai noto appello del vescovo. Come si è visto, la comunità reggiana nelle sue più diverse rappresentanze, a cominciare dal sindaco Vecchi, ha risposto all’appello: Presente. E come stupirsi, in una terra che ha fatto della protezione sociale, della tutela dei diritti e della dignità delle persone e dell’operosità la sua carta d’identità. Anche in merito alla solidarietà la collaborazione tra associazioni laiche e cattoliche è esperienza ampiamente consolidata da anni. Quello che ci aspetta è un futuro che sappiamo gravido del rischio di un impoverimento che da economico facilmente può diventare sociale, con un arretramento complessivo dei livelli di benessere e coesione delle comunità. C’è bisogno di tutti e noi ci saremo perché ci siamo sempre stati, perché il civismo e la passione politica diffusa in questa terra non si sono mai spenti nonostante il frastuono dell’antipolitica. Del resto, Direttore, il nostro “facere” ha appena trovato conferma nel gradimento dell’elettorato reggiano ed emiliano nelle elezioni regionali. —

*Presidente Assemblea

Provinvicale del Pd di Reggio

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